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Consiglio Comunale, ospedale: «Bianchi promise che tutto sarebbe ritornato funzionante»

Nella seduta aperta di venerdì 30 ottobre era presente anche il direttore Generale di Ausl, Luca Baldino. Non sono mancati gli interventi delle associazioni e del cittadini. Il Comitato contro la chiusura dell'ospedale: «Lavorare per mantenere vive le promesse»

La seduta del Consiglio Comunale del 30 ottobre

Consiglio Comunale aperto per parlare del futuro della salute piacentina. Nella seduta di venerdì 30 ottobre era presente anche il direttore Generale di Ausl Luca Baldino, il quale ha illustrato gli esiti e le risultanze della prima fase del percorso per la definizione di alcune linee d'indirizzo per la pianificazione e la programmazione della politica sanitaria nel Piacentino. 

«E’ partito da metà settembre questo percorso (si concluderà entro gennaio 2016 ndr) che parla del futuro della sanità piacentina» ha spiegato in apertura il sindaco Giovanni Compiani. «Un’idea nata qui dentro ed oggi siamo alla conclusione della prima fase, con gli obiettivi di conoscere e comprendere. Una fase in cui ci facciamo domande per capire e per trovare insieme risposte al progetto: non dobbiamo fare in modo che ci sia imposto dall’alto, dalla Regione. Dobbiamo essere noi a fare la  proposta di un nuovo modello tutto piacentino».

Poi la parola al direttore Baldino che non ha annunciato nessuna novità rispetto a quanto riferito in Conferenza Socio Sanitaria, riunitasi nel pomeriggio di mercoledì 28 ottobre. «L'Azienda risulta essere dinamica, ovvero sempre in evoluzione. Offre una risposta ai bisogni consolidati per esempio assolvendo pienamente alla domanda di ricoveri». «Ci sono comunque punti sui quali l'Ausl può migliorare, per esempio nel garantire la continuità della cura, nel prendere in carico pazienti complessi e nell'intercettare precocemente i bisogni della salute. Tra le priorità evidenziate abbiamo quella di sviluppare la medicina di iniziativa, potenziare l'offerta territoriale e gli strumenti di integrazione».

«La medicina sta migliorando anche perché si sta specializzando sempre di più: la sfida della clinical competence è quella di avere la capacità di mantenere ai massimi livelli la competenza dei professionisti».

Luca Baldino-9Baldino è entrato nello specifico di alcune patologie croniche come il diabete ed in fine ha illustrato alcuni aspetti economici dell’Azienda Sanitaria Locale di Piacenza, «una delle più efficienti della regione». Da evidenziare la proposta di investimenti Ausl di Piacenza per l'anno 2015 prevede una cifra di 2.630.000 euro per le attrezzature sanitarie (di cui 1.100.000 euro sarà per lo strumento per le risonanze magnetiche per l'ospedale di Fiorenzuola), per le manutenzioni straordinarie degli immobili 155.000 euro, per hardware 175.000 euro e per le tecnologie software 125.000 euro.

Alla seduta del Consiglio sono state invitate le associazioni locali che si occupano di salute, Avis, Aido, Pubblica Assistenza, Avo, Gruppo accoglienza Pronto Soccorso, Comitato contro la Chiusura dell’ospedale, insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil.

A loro, ai cittadini e ai rappresentanti dei partiti politici che non hanno membri in Consiglio, è stata data la possibilità di intervenire.

Elisabetta Bolzoni del Comitato contro la chiusura dell’ospedale ha spiegato: «Non dimentichiamo com’era l’ospedale della Valdarda con i vari reparti: ora non è solo chiuso ma anche demolito. Ci siamo battuti nei limiti delle nostre possibilità, ma la politica e i dirigenti Ausl hanno usato in modo strumentale le perizie commissionate. La magistratura sta ancora indagando».

«Abbiamo sempre saputo che quello che se ne andava non sarebbe più tornato. Ausl ha sgombrato la struttura senza delibere che la considerassero inagibile. Bianchi promise che tutto sarebbe ritornato funzionante e con gli stessi servizi che oggi sono interrotti da ventiquattro mesi a dicembre. Ventiquattro mesi che non nasce più un fiorenzuolano».

«Gli attuali dirigenti ci dicono che tra venti mesi ci sarà un nuovo ospedale. Oggi non si conoscono i piani della Regione per Fiorenzuola. Presenteremo un altro esposto per il danno arrecato ai cittadini. Il lavoro del comitato continuerà per mantenere vive le promesse fatte circa i servizi che dovrebbero ritornare nella nostra città».

P1110554-2Poi è toccato a Romano Tribi (NCD): «Quello che manca in questa sala è la mancanza della Regione. I cittadini hanno bisogno di chiarezza e sincerità: deve essere proprio la Regione a dire ai fiorenzuolani ciò che ci sarà».

Laura Torricella dell’Associazione Passione Civile è intervenuta dicendo: «E’ chiaro che non si riavarà quello che c’era prima. Si la sanità deve essere ripensata, è in evoluzione e i cittadini possano capirlo e accettarlo a patto che vi sia una reale proposta ai bisogni del territorio».

«Oggi ci si chiede – è la voce di Giovanni Corda (Movimento Cinque Stelle) - :L’ospedale di Fiorenzuola diventa una divisione di Piacenza? Trasporterete qui Villanova? La sanità è cambiata, come la riorganizzerete? Tornerà la sala parto e la ginecologia, da sempre fiore all’occhiello del nostro ospedale?».

Queste sono state le domande che si sono susseguite anche nel corso degli interventi dei cittadini: «Volgiamo sapere con chiarezza quali reparti torneranno nella nostra vallata».

Sulla stessa linea anche l’intervento di Paola Pizzelli che, attraverso un ordine del giorno di un Consiglio del 2013 ha fatto emergere alcuni impegni non portati a termine dalla maggioranza. Uno di questi era proprio «l’impegno nei confronti dell’utenza, di restituire a Fiorenzuola ciò che oggi è stato portato via»

Da qui l’ultimo intervento di Baldino che chiarisce ancora una volta: «E’ come ho detto fin dall’inizio, la sanità si evolve, non possiamo permetterci di restare indietro, dobbiamo evolverci e vedere quali sono realmente i bisogni degli utenti. Ad oggi non sappiamo ancora, che cosa conterrà l’ospedale, dobbiamo ancora definirlo»

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