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Martedì, 17 Maggio 2022
Fiorenzuola Today Castell'Arquato

«Corretto il comportamento dei medici che avevano in cura Silva»

Tentato omicidio di Castellarquato. Discusso davanti al gip l’esito della perizia sull’operato degli psichiatri che assistevano l’uomo che tentò di uccidere moglie e figlio

Nessuna responsabilità degli psichiatri che avevano in cura Aldo Silva. E’ l’esito della perizia eseguita dai due medici di Brescia e Milano che è stata presentata il 2 luglio davanti al giudice per l’udienza preliminare Luca Milani, all’interno dell’incidente probatorio. Era questo l’ultimo dei tre quesiti chiesti dal sostituto procuratore Matteo Centini, titolare dell’indagine sul duplice tentato omicidio di cui è accusato Silva. L’uomo fu protagonista di una notte di sangue, tra il 20 e il 21 febbraio, a Castellarquato, quando scatenò la violenza contro la moglie e il figlio che stavano dormendo, colpendoli con un giratubi. Dopo un lungo periodo in ospedale, ora le condizioni dei due stanno lentamente migliorando.

Ai due periti, gli psichiatri Mario Mantero di Milano e Giacomo Filippini di Brescia, sono state poste domande dal giudice, dal pm e dal difensore di Silva, l’avvocato Sisto Salotti, oltre che dalle parti che assistono la moglie (i curatori speciali Mara Tutone e Zaira De Biase), Fausto Cò avvocato del figlio. I due psichiatri dell’Asl (entrambi indagati e difesi dall’avvocato Stefano Moruzzi) che seguivano Silva, 62 anni, secondo i periti, hanno agito rispettando i protocolli e le procedure. I farmaci prescritti erano corretti e all’epoca non c’erano segnali che potessero far comprendere che l’uomo potesse interrompere la terapia. Ora, il gip dovrà restituire gli atti al pm Centini, il quale dovrà decidere come chiudere l’inchiesta. Silva, secondo i due periti psichiatri, era già stato dichiarato incapace di stare in giudizio e incapace di intendere e di volere al momento del fatto. Il 62enne, per il momento si trova ancora in carcere, in attesa che si liberi un posto in una Rems, una delle residenze protette per chi ha compiuti reati efferati.

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