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Cortina: una personale fotografica del presidente del Circolo Fiorenzuola Luigi Peveri

Nelle sue immagini nessuna concessione alla postproduzione digitale, né a modaiole gamme tonali estreme, o esasperate saturazioni cromatiche

Luigi Peveri

Evento di grande soddisfazione per il Circolo Cinematografico di Fiorenzuola; domenica 7 agosto 2016 alle ore 18,00 nelle sale dello storico MIRAMONTI MAJESTIC GRAND HOTEL di Cortina d’Ampezzo sarà inaugurata, alla presenza dell'autore, la mostra fotografica “vista maredel loro presidente Luigi Peveri. La rassegna - inserita nel programma estivo di manifestazioni che spaziano dalla letteratura alla filosofia, dalla politica allo sport, dalla medicina alla musica, rassegne con protagonisti di fama internazionale - resterà aperta fino al 28 Agosto e sarà presentata dalla giornalista Rosanna Raffaelli Ghedina, curatrice dei numerosi eventi denominati "Cortinaterzomillennio". 

Giovanni Calori, Responsabile Pubblicazioni dell'Università di Parma, presenta così la mostra e l'autore:

Non dare mai per scontato ciò che la fotografia è capace di narrare.Ce lo dimostrano le portentose immagini di Luigi Peveri, un viaggiatore prestato all’arte di scrivere con la luce il quale, proprio nel corso dei suoi lunghi viaggi lontano dalla natia Fiorenzuola, tranquillo borgo della provincia piacentina, ha avuto sempre modo di interpretare con purezza di stile il significato del termine “scattare foto”. In continuità con lo stile della fotografia di paesaggio che ha sempre in Ansel Adams il suo riferimento più originale ed autentico, Peveri ne ha ripercorso tracce e stilemi, interpretandoli però con grande senso della visione e rispetto del paesaggio e, aggiungiamo con piacere, lo sguardo sensibile di chi ancora sa meravigliarsi di fronte ai grandi spazi. Potremmo essere portati a pensare che la forza di queste immagini, ricche di dettaglio eppure così essenziali, sia anche nella limpida tecnica con cui l’autore ha portato sul cavalletto la sua Linhof Technorama 617 ad approcciarsi ai panorami oceanici dell’Australia e dell’America, mari dell’altra parte del mondo. Invece, come un esploratore che affronta il viaggio impegnativo verso il “Finis Terrae” con umano timore reverenziale, il Peverifotografo non abbandona mai la propria curiosità, il proprio desiderio di conoscere. Proprio il confronto con il mare è, per Peveri, un approccio continuo, un impossibile sbarco da terra che non avviene mai, un naufragio sentimentale che, tuttavia, lascia autore ed osservatore con lo spirito intriso di emozioni, non solo di salsedine.

Ogni suo scatto in bianco e nero è una traccia elegante che, se fossero parole, si chiamerebbe racconto, se fosse un quadro, avrebbe i colori di Edward Hopper. Quelle foto panoramiche su rocce, rami spiaggiati su infinite battigie, fari lontani, bianchi edifici isolati, non sono però tele in un museo, né immagini patinate. Sono meditazioni scritte a stilografica, un tocco deciso di pennino che tinge di inchiostro indelebile chiunque si fermi ad osservare. Nessuna concessione alla postproduzione digitale, né a modaiole gamme tonali estreme, o esasperate saturazioni cromatiche. Queste si chiamano fotografie, ricordiamocelo.

Dotato di una perfezione stilistica impeccabile, Peveri è un autentico gentleman della fotografia: usa con tale padronanza la generosa pellicola panoramica in formato 6x17cm, da impiegarla anche in scorci verticali, dove altri non oserebbero. E così, quella forza che il senso di infinito da sempre trasmette, qui l’autore la fa sua (e, contestualmente, nostra), racchiudendola in un vasto abbraccio che ogni fotografia rilascia, una volta che l’otturatore ha compiuto il suo lavoro.Proprio come il mare, lo spirito della fotografia che interpreta Luigi Peveri, è un’onda lunga e continua che impressiona. 

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