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«Così potranno essere installati i dehors». La Giunta detta le linee «per accrescere l'esteticità del centro»

Il decoro del centro storico coinvolgerà ancora di più i commercianti. L'obiettivo è uno solo: «realizzare soluzioni coordinate in grado di inserirsi in modo armonico nel contesto urbano»

Foto di repertorio

Il decoro e la qualità estetica del centro storico di Fiorenzuola deve coinvolgere non solo la Pubblica Amministrazione ma anche chi vive o, ancora meglio, chi “da vita” alla città: i commercianti e in particolare gli esercenti che effettuano il consumo di cibi e bevande sul posto. Decisione, questa, della Giunta comunale che ha approvato le linee guida per l’occupazione di suolo pubblico con i così detti dehors. Che non vuol dire soltanto dove e chi può installarli ma anche le modalità di allestimento e la tipologia di arredamento. L’obiettivo? Quello di «realizzare soluzioni coordinate (tra i vari locali nda) in grado di inserirsi in modo armonico nel contesto urbano e di accrescere la qualità degli spazi e la loro utilizzazione» – si legge nel documento approvato da sindaco e assessori e pubblicato sul sito del Comune.

E allora ecco che il dehor potrà essere chiuso solamente sulla parte superiore con ombrelloni o gazebo ma non lateralmente onde evitare di costituire un volume chiuso. Per delimitare gli spazi «è consentito l’uso di fioriere in metallo di finitura “corten” o in legno e con piante che non superino l’altezza dei novanta centimetri». Altro elemento di delimitazione potranno essere pedane sopraelevate «realizzate esclusivamente in legno a doghe o a pannelli modulari, garantendo l’accessibilità ai disabili». Indicazioni arrivano anche per quanto riguarda l’arredo (sedie e tavoli): si dovranno «privilegiare oggetti dal design contemporaneo dalle forme semplici e lineari realizzati con materiali naturali quali legno, ferro, alluminio o vimini». Ammessi arredi di plastica «purché dotati di qualità estetiche di “pregio”, no ad elementi di tipo “economico”». In ultimo gli impianti di riscaldamento e di illuminazione (i primi costituiti dai classici “funghi”, i secondi costituiti da piantane, da tavolo o a sospensione a basso impatto energetico); e i complementi di arredo quali tovaglie, cuscini, accessori: dovranno essere «parte integrante, armonica e coordinata all’intero allestimento del dehor e dell’immagine contemporanea, essenziale e discreta». «La corrispondenza estetica e formale dello spazio occupato – si legge in conclusione nelle linee guida - verrà valutata con giudizio insindacabile del responsabile del settore Servizi alla Città e al Territorio, dopo la presentazione di un’apposita domanda che riporti tutti gli elementi che allestiscono e arredano il dehor».

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