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Dal Consiglio l'ok al Nobel per la Pace al Corpo Sanitario Italiano ma «c'è sanità e sanità»

Favorevole anche la minoranza. Mainardi: «Non candido al Nobel la sanità che intende la salute come un elemento di profitto». Rossini chiede di «controllare cosa fa Ausl sul territorio». Gandolfi: «Tende a fare orecchie da mercante»

foto di repertorio

Anche il Consiglio comunale di Fiorenzuola sostiene la candidatura per attribuire il Nobel per la Pace al Corpo Sanitario Italiano, ovvero a tutti gli «eroi di questo drammatico 2020, in modo da ottenere un riconoscimento tangibile che rimanga nel tempo», ha detto il sindaco Romeo Gandolfi illustrando l’ordine del giorno ai consiglieri e ringraziando «i volontari di Fiorenzuola che non si sono risparmiati a sostenere famiglie e anziani nel periodo di emergenza». L’iniziativa è stata portata avanti anche da altri Comuni piacentini e dalla Provincia stessa, che lo scorso 2 ottobre aveva presentato la candidatura con la presenza di Lisa Clark, e lunedì 16 novembre è approdata in aula a Fiorenzuola. Ha votato a favore all’ordine del giorno presentato dal sindaco anche la minoranza anche se Nando Mainardi (Sinistra per Fiorenzuola) ne avrebbe voluto uno «concreto, che guardasse alla sanità locale, e non solo con elementi simbolici come un premio Nobel».

«Ok la retorica ma occorre qualcosa di concreto»

La discussione del tema è “servita” a Mainardi e i colleghi dell’opposizione per dire cosa non va nel sistema sanitario locale e non. A partire dalla chiusura del pronto soccorso e dei reparti dell’ospedale di Fiorenzuola che l’Azienda Usl di Piacenza ha voluto dedicare al Covid. «Essendo nel pieno della seconda ondata dell’emergenza sanitaria – ha detto il consigliere - il personale è in condizioni fortemente critiche per ragioni strutturali nel Servizio sanitario nazionale. A Fiorenzuola non si può andare avanti senza anestesista, senza strumentazioni e risorse che servono per affrontare il Coronavirus. È una grande difficoltà che va gestita in prima linea dal personale sanitario. Va bene la retorica sugli angeli e sugli eroi ma occorre scendere sul concreto. Poi proponiamo un Nobel al Corpo Sanitario Nazionale genericamente inteso ma c’è sanità e sanità. La sanità che intende la salute come un elemento di profitto e merce non la candido al premio Nobel». L’assessore al Bilancio Marcello Minari ha voluto esprimere il suo ringraziamento al «consigliere nonché medico Paolo Isola e a tutti i suoi colleghi della sanità piacentina che opera sul territorio. Professionisti come lui hanno aiutato colleghi oltre al loro campo di specializzazione».

«Controllare cosa fa Ausl sul territorio»

Il grazie al «personale medico che si è speso con ogni energia e che si è trovato a lavorare in condizioni di carenza di dispositivi di protezione individuale, in situazione di depotenziamento di strutture, posti letto e personale ridotti, più che mai necessari in questa occasione», è arrivato anche da Elena Rossini (Movimento 5 stelle) che fa «fatica a vedere il conferimento di un premio come unico modo, ora, ad esperienza di massima criticità provata, di dare loro il giusto merito». «Credo che occorra dotarli di ottimali ed organizzate condizioni di lavoro che purtroppo non hanno riscontrato, di buone prospettive di crescita  professionale, del numero adeguato di medici e collaboratori insieme ai quali riuscire a fornire i servizi necessari». Poi ha bacchettato l’Ausl: «Continua a rinnovare contratti ma a tempo determinato e nella gran parte riducendo servizi, pensando ai muri e quindi meno al personale e ai servizi garantiti. Le Amministrazioni comunali devono controllare cosa accade sul territorio. Sosteniamo la candidatura ritenendoci coerenti con quanto abbiamo cercato di fare: abbiamo cercato di fare chiarezza ma sono mancate risposte, abbiamo lottato per il mantenimento dei servizi, per la difesa del personale sanitario e il contrasto agli sprechi». E rivolgendosi a sindaco e assessori ha detto: «Non abbiamo riscontrato altrettanto nelle scelte dell’Amministrazione che cerca di manifestarsi vicina al personale sanitario conferendo un premio. C’è una fuga dei medici che prosegue tutt’ora che fanno concorsi per primariati in altri territori e Piacenza perde professionalità importanti. Sprono l’Amministrazione e il sindaco a relazionarsi con Ausl per mantenere professionalità importanti e offrire primariati a chi li merita e dare rilevanza alle persone per il territorio e per i cittadini». Secondo la consigliera «le passerelle di Bonaccini e Speranza non hanno portato a nulla in più in termini di servizi di cui si continua a parlare. Se andiamo a vedere cosa avremo in più rispetto a quanto già promesso c’è davvero poco. Occorrono forza e coraggio maggiori per difendere i nostri servizi e il personale sanitario. La lotta su questi fronti la si può fare insieme».

«Ausl tende a fare orecchie da mercante»

Duro contro Ausl anche il sindaco Romeo Gandolfi: «Io esplicito i miei doveri però se l’Ausl tende a fare le orecchie da mercante questo è un altro conto. Ho sollecitato sempre ciò di cui necessitava un pronto soccorso efficiente e sono state inserite tranche di finanziamenti per l’ampliamento, ho chiesto più ambulatori e servizi per i cittadini della Valdarda. Se abbiamo qualche mancanza in più non dipende dall’Amministrazione ma da chi sta in cima alla piramide. C’è stato un taglio troppo forte sulla sanità senza pensare alla salute dei cittadini che è uno dei cardini della Costituzione».

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