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Il Professor Francesco Pizzolato e il Maggiore Emanuele Leuzzi

Il Professor Francesco Pizzolato e il Maggiore Emanuele Leuzzi

«Difficoltà nel controllo del territorio. I cittadini come sentinelle»

“Tra paure e bisogno di sicurezza”: un'analisi a 360 gradi sul tema della sicurezza Fiorenzuola. Relatori dell'icontro del Convegno San Fiorenzo, il Maggiore Emanuele Leuzzi, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Fiorenzuola e Filippo Pizzolato, Docente all’Università Milano-Bicocca

Com’è Fiorenzuola sotto l’aspetto della sicurezza? E’ ciò che è emerso dall’incontro inserito all’interno del Convegno San Fiorenzo, dal titolo “Tra paure e bisogno di sicurezza”. Relatori, il Maggiore Emanuele Leuzzi (promosso dal grado di Capitano proprio in questi giorni ndr), comandante della Compagnia dei Carabinieri di Fiorenzuola e Filippo Pizzolato, Docente all’Università Milano-Bicocca.

«Analizzando la posizione geografica del territorio – ha spiegato Emanuele Leuzzi - , Fiorenzuola è facilmente raggiungibile e la delinquenza che opera qui, proviene da altre province se non da atre regioni ed è un elemento che incide molto sui fenomeni dei furti in abitazione. Al riguardo, abbiamo dei dati, ma sono indicativi perché ognuno ha la propria percezione di sicurezza. Sta di fatto che incide una difficoltà nel controllo del territorio con un calo fisiologico del personale delle Forze dell’Ordine. Bisogna integrare questa mancanza con un sistema di videosorveglianza e un sistema di lettura targhe che ci consenta di fare un’analisi di controllo del territorio».

Proprio come quello installato in Valnure-Valchero: al passaggio di un auto rubata, il sistema invia un allert alla centrale operativa in modo da segnalare la presenza di un mezzo sospetto sul territorio.

«A riguardo di immigrazione e sicurezza Leuzzi ha detto: Molte persone che arrestiamo sono provenienti dall’Est Europa, sono bande organizzate che commettono reati per professione: non sono legate ai soggetti provenienti dal Nord Africa. Si, può capitare che un nordafricano commetta un reato, ma sul territorio piacentino ormai da vent’anni operano persone dell’Est Europa».

«Gli immigrati dei Doppi (Castellarquato), hanno tentato di raggiungere Piacenza perché volevano darsi da fare. Queste persone costano 30 euro al giorno allo Stato e questi soldi li gestisce la struttura che ospita i migranti. La quota che va in mano a queste persone è di 2, 50 euro e la usano per pagare un legale per la richiesta di asilo. Capita di vedere questi soggetti sul mercato a chiedere l’elemosina: meglio vedere che facciano questo che vederli rubare».

P1100932-2Pizzolato, citando diverse frasi di celebri filosofi, ha spiegato: «E’ dall’origine della costituzione dello Stato che si mette al centro la questione della paura. Noi intendiamo la nostra libertà come separazione dall’altro: la libertà è concepita come indipendenza. Lo Stato nasce dalla paura e insieme allo Stato nasce anche la libertà».

Poi ha aggiunto: «Dall’origine il povero è al centro della percezione della minaccia ed è quindi oggetto privilegiato dal sospettato. Credo che sia il nostro modo di interpretare la libertà come indipendenza a costruire l’ansia».

Dalle domande dei cittadini presenti sono emersi alcuni interrogativi a riguardo dell’effettività utilità dei gruppi di Controllo del Vicinato.

«Ognuno di noi è una sentinella. Perché andare a creare questi gruppi – ha aggiunto il Maggiore dell’Arma – che magari attraverso il tam tam su Whatsapp può allungare i tempi della segnalazione? Ogni cittadino è tenuto a segnalare tempestivamente ogni movimento sospetto. E’ vero che ci si chiede: “Eh, magari disturbiamo…”. No, noi siamo li per quello, poi chi ci rimette è il cittadino, l’imprenditore».

E ancora: «Pensate a ciò che è successo qualche giorno fa ad Alseno. Queste persone, specializzate in furti, non hanno paura a speronare un’auto dei Carabinieri (proporrò una ricompensa per i due uomini del Radio Mobie), pensate se si trovano davanti ad una ronda che di notte gira con un giubbotto catarinfrangente. Cosa potrà mai accadere? Noi mettiamo a rischio la nostra vita ogni giorno, perché deve sacrificarsi il cittadino? ».

E sulle ronde ha parlato anche il Professore Universitario che ha concluso: «Sulle ronde deve esserci una chiara differenza tra sicurezza complementare e sicurezza delle Forze dell’Ordine, perché deve essere esercitata una certa professionalità. Quando la sicurezza diventa in fatto di terze parti, ciò può aggravare la sicurezza delle persone».

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