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False polizze vita: quasi cinquanta clienti truffati, 89enne derubata di 420mila euro

Polizze assicurative create al fine di appropriarsi dei relativi premi per un totale di 3,5 milioni di euro. Quarantaquattro gli investitori truffati. Allianz Spa, parte lesa, ha denunciato gli agenti, revocato il mandato e si costituirà parte civile. Il sostituto procuratore Fontana: «Sodalizio criminale con finalità odiose perché ha intaccato i risparmi di una vita di decine di persone»

Da sinistra: il tenente Franceso Giglio, il colonnello Daniele Sanapo, il sostituto procuratore Roberto Fontana, il tenente colonnello Luca Elidoro

Polizze assicurative false create al fine di appropriarsi dei relativi premi per un totale di 3,5 milioni di euro. Il gruppo della Guardia di Finanza di Piacenza, guidata dal colonnello Daniele Sanapo, ha alzato il velo, grazie alla denuncia della compagnia stessa, su un sodalizio criminale a livello familiare che nell'arco di un decennnio ha truffato quarantaquattro persone. I cinque agenti assicuratori che gestivano una filiale dell'Allianz Group a Fiorenzuola sono stati denunciati per truffa, truffa aggravata, appropriazione indebita, e associazione per delinquere. Allianz, parte lesa del meccanismo truffaldino, si costituirà parte civile e ha revocato immediatamente il mandato. Ora l'agenzia è gestita da altre persone, totalmente estranee ai fatti.  

Le indagini dei militari, coordinati dal sostituto procuratore Roberto Fontana, sono inziate nel 2015 dopo la denuncia dell'Allianz Spa nei confronti della sub-agenzia nella quale ha evidenziato una serie di rilevanti anomalie emerse in seguito ad un'ispezione interna e il mandato è stato immediatamente loro revocato. «Si tratta di una truffa particolarmente odiosa perché va a intaccare quasi sempre risparmi di una vita di persone che avevano la totale fiducia negli assicuratori, con il rischio di generare danni ben peggiori», ha dichiarato Fontana. 

IMG_0417-2Il meccanismo truffaldino è consistito nel confezionare polizze assicurative fasulle, predisposte con il solo fine di appropriarsi dei relativi premi. Di qui la spiacevole conseguenza per gli ignari clienti, vittime della fiducia accordata all’assicuratore che, convinti di avere sottoscritto una regolare polizza. Di fatto sono rimasti privi di ogni forma di copertura assicurativa e derubati. Quarantaquattro le persone del Piacentino ma anche del Parmense truffate per 3,5 milioni di euro. Tra loro anche un'89enne che aveva sottoscritto una polizza vita da 420mila euro. I cinque agenti hanno creato negli anni una rete finalizzata alla creazione di polizze totalmente o parzialmente false con lo scopo di appropriarsi dei premi ritirandoli e bonificandoli sui propri conti correnti a danno degli investitori che di fatto si sono ritrovati privi di qualsiasi copertura, ossia oltre il danno anche la beffa. Agivano sostanzialmente, fanno sapere le Fiamme Gialle, in tre modi: alteravano polizze vere con interessi fino al 6-8% allettando così i clienti che pensavano di fare un buon investimento, creavano ex novo polizze false, e ritiravano i premi che consistevano nei risparmi degli investitori manipolando conti correnti. Un meccanismo che - continuano gli inquirenti - sapevano che non avrebbe potuto reggere negli anni ma che hanno continuato a perpetuare per andare di volta in volta a ripianare "buchi" che si venivano a creare. Gli indagati dovranno definire anche la propria posizione nei confronti dell’Erario. Tutte le somme di denaro sottratte e non restituite agli ignari clienti costituiscono, infatti, proventi di natura illecita realizzati senza il pagamento delle imposte, assoggettabili ad imposizione in quanto provento di reato.

«Al primo riscontro di irregolarità - si legge in una nota ufficiale di Allianz - la compagnia ha immediatamente revocato il mandato d’agenzia alla società e agli agenti inibendo quindi loro qualsivoglia ulteriore atto in nome e per conto della compagnia. Allianz Spa parte offesa e danneggiata, ha denunciato e querelato gli agenti e si riserva ogni ulteriore azione a tutela delle propria clientela e della propria reputazione. Si costituirà parte civile nel giudizio che dovesse istaurarsi»

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