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Barabasca, la Giunta Gandolfi si difende: «L'immobilismo è durato vent'anni, stavolta non manca il coraggio»

Nel Consiglio comunale di martedì 28 ottobre, il sindaco Gandolfi, la vice Pizzellli e l’assessore Minari hanno attaccato la minoranza. Sulla Barabasca: «Non vogliamo tagliare un nastro, teniamo allo sviluppo di Fiorenzuola. Molti dei critici dello sviluppo neanche sono di Fiorenzuola»

Gandolfi, Pizzelli e Minari

Per Nando Mainardi (Sinistra per Fiorenzuola) sono stati «interventi segnati da livelli inediti di arroganza» quelli di alcuni rappresentanti della maggioranza, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Fiorenzuola, quando si è approvata la variante che porterà alla realizzazione dell’area logistica alla Barabasca. Per Elena Rossini (Movimento 5 stelle) sono stati interventi da «campagna elettorale», sui quali non è entrata in merito, passando a trattare i numerosi dubbi che attanagliano la minoranza (>>LEGGI QUI<<).

Solo una settimana fa il centrodestra fiorenzuolano ha annunciato con una nota stampa la volontà di ricandidarsi alle elezioni Amministrative del 2021. Nel Consiglio comunale di martedì 28 ottobre il sindaco Romeo Gandolfi, la vice Paola Pizzellli e l’assessore Marcello Minari hanno sfruttato la discussione della variante urbanistica per ribadire come ha lavorato l’Amministrazione in questi anni. Una sorta di bilancio di mandato, quando mancano pochi mesi dal voto primaverile. 

Così il primo cittadino Gandolfi è andato all’attacco: «Negli anni precedenti è mancato il coraggio di fare scelte che sicuramente impatteranno sulla vita cittadina (facendo riferimento alla classificazione dell’area Barabasca a scopo logistico, nda), a volte favorevolmente, altre volte meno. Ma i vantaggi saranno superiori in altri campi, come quello sociale, perché con lo sviluppo economico, più lavoro e distribuzione del benessere, aumenta la possibilità di fare bene il welfare e diminuiscono le richieste di aiuti economici». E sulle accuse della minoranza circa il mancato coinvolgimento dei cittadini ha detto: «Spesso la partecipazione su temi scomodi è invocata da politici timorosi delle proprie scelte e che cercano supporto, in modo da avere una scusa per non fare. Questo è quello che è avvenuto negli anni passati e la paura di fare e di essere criticati ha fatto sì che Fiorenzuola fosse rimasta sempre indietro». Infine Gandolfi ha fatto un cenno al neonato “Comitato Barabasca”: «Perché in altri Comuni non sono nati? Ci sono problemi solo a Fiorenzuola, solo a Fiorenzuola si sente la paura di investire. Tra l’altro gli esponenti del comitato e di Italia Nostra non sono neppure tutti residenti a Fiorenzuola, così come vorrei sapere quanti sono di Fiorenzuola tra i firmatari della petizione lanciata online».

La vicesindaco Pizzelli ha parlato di «immobilismo durato vent’anni» e di «fallimento delle giunte precedenti: sulla Barabasca sono state spese parole che non hanno mai avuto seguito a tal punto che la città pareva rassegnata al fatto che non sarebbe mai accaduto nulla». Da assessore alle Politiche Sociali ogni giorno riceve «decine di richieste di sostegno da parte di chi il lavoro non ce l’ha: per poter venire incontro a tutti occorre creare una nuova ricchezza, nuovi posti di lavoro. Non esiste un’altra strada e questa Amministrazione non si è mai posta nell’ottica di fare assistenzialismo fine a se stesso, ma creando percorsi e progetti mirati per aiutare le persone a raggiungere un’autonomia anche grazie a posti di lavoro. E questo progetto è un’importante opportunità per la nostra città». Pizzelli ha poi bacchettato chi dice che «sarebbe meglio fare altro: perché l'opposizione non l'ha fatto nei vent’anni passati di amministrazione di sinistra? Se sono tanto bravi potevano fare qualcosa d’altro. Ma c’è una differenza tra le amministrazioni che buttano giù (ha fatto riferimento all’ospedale, nda) e amministrazioni che costruiscono, e io scelgo un’amministrazione che tira su».

Se gli interventi, e più in generale l’approvazione della variante, sono stati definiti da «campagna elettorale», l’assessore al Bilancio Marcello Minari smentisce: «Non facciamo quest’opera con la speranza di tagliare il nastro prima di giugno dell’anno prossimo, ma per il semplice motivo che noi teniamo allo sviluppo di Fiorenzuola. Se la nostra città non inizia a dire qualche “sì” oggi non avrà più chance di sviluppo in futuro e il concetto vale ancora di più in questi giorni di grande incertezza collettiva, ma questo per voi (la minoranza, nda) non sembra essere un problema, del resto non lo è mai sato». Attacco al comitato anche da parte di Minari che ha detto: «L’ex assessore all’Urbanistica Carla Danani, in carica dal 2001 al 2011, nel corso dell’incontro sul web organizzato dal “Comitato Barabasca” ha lasciato intendere che sia fondamentale migliorare la gestione pubblica rispetto all’iniziativa privata, nel senso che sia sbagliato favorire l’iniziativa privata anche nel settore che stiamo trattando (insediamenti di aziende, nda). Ma noi dimostriamo il contrario perché se quell’area è rimasta al palo per vent’anni (prima era di proprietà della Soprip, società partecipata da 27 enti pubblici delle Province di Piacenza e Parma, poi fallita in quanto indebitata, nda) è colpa della politica che ha governato e la principale responsabilità di questi insuccessi è di chi ha ricoperto il ruolo di assessore all’Urbanistica per dieci anni. Dopo l’aggiudicazione del terreno all’attuale proprietario (“2K Engineering”, nda), in meno di un anno dall’acquisto è stata protocollata in Comune una proposta di progetto: questo secondo voi, consiglieri di opposizione, sarebbe un esempio di come il settore pubblico lavora meglio del privato? Noi portiamo avanti politiche liberali che vogliono favorire la partnership tra pubblico e privato».

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