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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Ospedale di Fiorenzuola, nuovi posti letto nell'Area di monitoraggio intensivo

Già operativa nei reparti dell’ospedale, si amplia portando i posti letto da quattro a otto. Permette di ricoverare in sicurezza pazienti con patologie complesse, per stabilizzarne le condizioni cliniche e avviare i percorsi di cura più efficaci

Un reparto moderno con tecnologie all’avanguardia che permette di ricoverare in sicurezza pazienti con patologie complesse, per stabilizzarne le condizioni cliniche e avviare i percorsi di cura più efficaci. Si tratta della nuova Area di monitoraggio intensivo, già operativa nei reparti dell’ospedale di Fiorenzuola, che si amplia portando i posti letto da quattro a otto. È stata presentata alla stampa nella mattinata di martedì 17 aprile. «Stiamo riuscendo con l’obiettivo posto alcuni anni fa, ovvero quello di riuscire a portare l’area internistica a gestire una casistica sempre più crescente – ha detto il direttore generale di Ausl Luca Baldino. Siamo a metà del percorso e l’ospedale di Fiorenzuola è in divenire: la Radiologia è al giusto grado di sviluppo, l’area Internistica si sta sviluppando fortemente, l’area del Pronto Soccorso ha magari qualche problema di spazio ma mano che si procede con le ristrutturazioni riusciamo sempre a migliorarci. Tutto prosegue secondo i piani che vedono la costruzione di un ospedale non solo del distretto ma di tutta la provincia e anche oltre, con una specializzazione interprovinciale. Alziamo l’asticella perché vogliamo essere sempre più efficienti nel curare».

E’ toccato al direttore del reparto di Medicina, dottor Sergio Orlando, spiegare le molteplici funzionalità dell’Area di monitoraggio intensivo: «E’ un reparto di medicina dedicato a un paziente, in genere anziano ma non sempre, che ha numerose patologie e che sviluppa complicanze legate a patologie croniche che devono essere trattate in una maniera più o meno intensiva. Questo reparto offre tre livelli di intensità assistenziale con una presenza infermieristica oltre che medica. L’intensità assistenziale sul malato è un fattore prevalentemente legato alla quantità e alla qualità della prestazione professionale ma soprattutto degli infermieri. Abbiamo otto letti che sono monitorati, centralizzati, i pazienti hanno la possibilità di essere ventilati, di poter usufruire di supporti per la somministrazione di farmaci in infusione continua, hanno a sergio orlando-2disposizione l’ecografo, una presenza infermieristica costante. Questi letti quindi vengono utilizzati dai pazienti che necessitano di tenere monitorate le condizioni cliniche e di stabilizzarle. Inoltre ci sono ventinove letti di medicina tradizionale nei quali viene ricoverato un paziente acuto che ad esempio viene trasferito dal pronto soccorso ma che non ha bisogno di essere monitorato in maniera intensivo; o i pazienti che superano la fase più acuta della malattia nei letti monitorati. Infine abbiamo un’area di lungodegenza: qui un paziente che ha bisogno ancora di un piccolo periodo di riabilitazione, o di ‘disallettamento’ o perché ha problemi di somministrazione di farmaci che a casa potrebbero trovare difficoltà, prosegue la degenza a un livello assistenziale leggermente più basso ma sempre all’interno del contesto del reparto».

«Siamo coinvolti in un percorso che deve portarci ad essere pronti nei modi e nei tempi adeguati ad affrontare il lavoro nel nuovo polo area monitoraggio intensivo a fiorenzuola-2riabilitativo che sorgerà a Fiorenzuola – ha proseguito il primario. E’ un percorso importante, non breve che, che deve crescere giorno dopo giorno: una strada in salita che vede il supporto finanziario e tecnico dell’azienda Usl e quello dell’Amministrazione comunale con cui c’è sempre stato uno scambio di vedute e di suggerimenti bidirezionali che hanno funzionato. Formiamo i nostri professionisti e lavoriamo per oggi, per domani e per quando avremo a disposizione il blocco B nel suo complesso. Partiamo con il piede e con l’organizzazione giusta per creare interfacce e stabilizzare l’equipe sanitaria. Solo così si avranno i migliori risultati».

La formazione del personale che opera ogni giorno nei reparti attivi a Fiorenzuola è di notevole importanza anche per i primari dei reparti di Radiologia e del Pronto Soccorso, Egidio Carella e Bernardo Palladini. «Nel mio reparto – ha detto Carella – sono aumentati i malati neurologici e spinali, ma oltre ai numeri bisogna tenere conto della complessità delle prestazioni perché in futuro ci troveremo sempre di più a trattare casistiche particolari e complesse. In quest’ottica sono previste ore di formazione per i sanitari che lavorano al mio fianco». «Cercherò di mettere a disposizione la mia esperienza acquisita nell’area dell’Emergenza a Piacenza – ha aggiunto Palladini -, da poco alla guida del Pronto Soccorso di Fiorenzuola. Ho trovato un gruppo motivato e coeso e tutti collaboriamo a trecentosessanta gradi con i professionisti degli altri reparti. Anche una delle mie priorità è la formazione del personale, affinché ne traggano beneficio anche i cittadini».

area monitoraggio intensivo ospedale di fiorenzuola-2Orgogliosi dei risultati raggiunti il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi e la presidente della Conferenza Socio-Sanitaria, Patrizia Calza: «L’incontro di oggi ci rafforza e ci rassicura che le decisioni prese, seppur complesse e legate a criticità, vanno nella direzione di fare l’interesse della cittadinanza. C’è un’azienda che cerca di raggiungere degli obiettivi e i sindaci che vogliono accompagnarla in questo dando i propri suggerimenti. Le istituzioni che devono finanziare questo settore importante per il nostro Paese si impegnano e noi siamo vicini alla Sanità pubblica per accompagnarla in questo percorso».

Fiorenzuola, presentazione della nuova area di monitoraggio intensivo ©Trespidi/ilPiacenza

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