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Il monumento inaugurato (foto Trespidi)

Il monumento inaugurato (foto Trespidi)

Fiorenzuola omaggia l'Aeronautica con un monumento

Composto dalla coda di un tornado e da alcuni aerei bianchi issati su pali verdi, bianchi e rossi per raffigurare le frecce tricolori, è stato posizionato in un giardino intitolato agli aviatori italiani trucidati nell'eccidio di Kindu del 1961

Nel 1961 a Kindu, nell’ex Congo, furono trucidati tredici aviatori italiani del contingente dell’Operazione delle Nazioni Unite, inviato a ristabilire l’ordine nel paese della guerra civile. Quei tredici militari formavano gli equipaggi di due C-119 bimotori da trasporto della 46^ Aerobrigata di stanza a Pisa.

Nella mattinata di sabato 17  ottobre è stato ricordato l’eccidio di Kindu. L’Amministrazione Comunale di Fiorenzuola, unitamente al 50° Stormo dell’Aeronautica Militare, di stanza a San Damiano, ha reso omaggio a questo episodio e i militi dell’Aeronautica, con l’inaugurazione di un monumento posizionato sull’angolo di via Einstein e via Azzolini.

C’erano il Sindaco di Fiorenzuola, Giovanni Compiani, il vice Giuseppe Brusamonti, il Maggiore Emanuele Leuzzi, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Fiorenzuola, il Luogotenente Giorgio Botti della Guardia di Finanza, la comandante dei Vigili Carla Rigolli, il Colonnello Vincenzo Ruggero, comandante del 50° Stormo, il Tenente Colonnello, Pilota Massimo Valente, il Primo Maresciallo Ciro Chierchia, il Primo Maresciallo Davide Russo, il Generale di Brigata Aerea Giulio Mainini, le Associazioni dell’Aeronautica Militare di Piacenza, Parma e Fidenza. Hanno presenziato alla cerimonia, composti, con le loro divise e i gonfaloni, alcune rappresentanze delle Associazioni locali combattentistiche.

Il giardino in cui si trova il monumento, composto dalla coda di un tornado e da alcuni aerei bianchi issati su pali verdi, bianchi e rossi per raffigurare le frecce tricolori, è stato intitolato proprio agli aviatori italiani trucidati a Kindu.

Alla base della deriva del tornado è stata deposta una corona d’alloro, dopo di che sono inziati i discorsi ufficiali, partendo dal sindaco che ha voluto sottolineare l’amicizia tra il 50° Stormo e l’Amministrazione Comunale: «Con questo simbolo si rafforzerà sempre di più». «Voglio ringraziare – ha aggiunto . Otello Pizzelli e Luigi Buratti per il loro impegno e senza i quali oggi non potremmo essere qui. Ringrazio anche tutte le autorità presenti, da quelle Militari a quelle civili e tutti gli sponsor, i privati che hanno collaborato con noi».

«La presenza di tutti voi – ha detto invece il Colonnello Ruggiero riferendosi alle Associazioni locali e ai cittadini – conferisce il degno significato per questo momento molto importante per noi. In un momento intenso e a volte difficoltoso, il nostro gruppo si è impegnato per recuperare e sistemare questa lunga coda di tornado». «Dobbiamo portare avanti o valori dei nostri caduti e questo lo facciamo con il lavoro che svolgiamo quotidianamente. A coloro che sono deceduti a Kindu voglio rivolgere questo pensiero: Restate in pace, siate fieri di chi ha intrapreso il vostro cammino, lo fanno con passione e questa passione continua da quasi un secolo. Viva l’Aeronautica Militare!».

Durante la cerimonia, tre aerei hanno sorvolato il nuovo monumento. Il primo era un aereo storico con le insegne dell’Esercito Italiano. Ad esso si sono aggiunti due piloti paraplegici con un idrovolante e un ultraleggero. Quest’ultimo velivolo ha lasciato fuoriuscire tre scie di fumo verde, bianco e rosso andando così a disegnare in cielo il tricolore.

E’ toccato all’assessore Augusto Bottioni, ricordare i fatti avvenuti nel lontano 1961, ricordando alcuni cittadini che hanno fatto parte di questa Armata, in particolare Ferruccio Ranza, aviatore italiano fiorenzuolano del 1892, Giuseppe Pastorelli, Costantino Rossi e Luigi Bosoni.

E’ stata la lettura della preghiera dell’aviatore e la benedizione del parroco, Mons. Gianni Vincini a concludere questa cerimonia densa di significato e commozione. 

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