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Comuni della via Emilia, svolta storica nei servizi sociali: firmata la convenzione per la gestione associata

I Comuni della via Emilia Piacentina dopo trentacinque anni hanno ritirato le deleghe all’Azienda Sanitaria Locale e firmato una convenzione per la gestione in forma associata dei servizi

Operatori dei servizi sociali per minori e disabili, insieme agli Amministratori

Svolta storica nella gestione dei servizi sociali per minori e disabili. I Comuni della via Emilia Piacentina dopo trentacinque anni hanno ritirato le deleghe all’Azienda Sanitaria Locale e firmato una convenzione per la gestione in forma associata dei servizi. Al tavolo, nella Sala dell’orologio c’erano il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi, quello di Alseno Davide Zucchi, di Cadeo Marco Bricconi, il sindaco di Pontenure Manola Gruppi. «E’ una cosa nuova per i Comuni ed è stato un passaggio difficile, reso facile dalla responsabile Sabina Dordoni da tutti i suoi collaboratori, dai sindaci e dagli assessori che vi hanno collaborato. L’Unione viene dall’alto e si prefigge determinati obiettivi. Questa volta abbiamo fatto scelte che vengono dagli utenti dei servizi e dagli operatori, quindi non imposte dalle normative. Sono sicuro che questa convenzione possa portare ad una collaborazione proficua». «Grazie al confronto diretto con l’utenza saremo più presenti e questo ci consentirà di rispondere al meglio alle necessità» ha detto Bricconi. «E’ una convenzione che consentirà di riprendere in mano i servizi di cui prima avevamo una conoscenza diversa perché esternalizzati – ha aggiunto Gruppi-. E’ una sfida per ora vinta ma di lavoro ce ne sarà ancora parecchio». «Per Alseno al momento il servizio è in capo al sottoscritto – ha detto Zucchi – ma il progetto iniziato ormai anni è stato finalmente portato a compimento nel migliore dei modi che in breve tempo ha portato i quattro comuni ad una soluzione condivisa all’unanimità. Solitamente i passaggi di consegne da una gestione all’altra comportano alcuni scompensi per l’utente, ma questo non è il caso in quanto contiamo su professionisti professionali che già operavano da anni in questo settore per gli stessi Comuni o per il Distretto di Levante. Speriamo che la gente non si accorga dei cambiamenti».

Sono 700 i minori presi in carico dai Comuni di Alseno, Fiorenzuola, Cadeo e Pontenure, 70 sono i disabili che saranno seguiti dagli operatori nella sede individuata nella palazzina del centro Lucca. Un team composto da dipendenti dei quattro Comuni, di Ausl e di una cooperativa. «E’ lo stesso personale – ha precisato l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Fiorenzuola, Paola Pizzelli – che prima svolgeva il servizio delegato di Ausl. L’obiettivo che ci poniamo è quello di offrire un servizio mirato e diretto agli utenti e al territorio, soprattutto per dare risposte più precise garantendo loro una vita migliore». Al timone della ‘nave’ che ha iniziato a lavorare sotto la nuova convenzione da alcune settimane, c’è la responsabile dei servizi per il Distretto di Levante, Sabina Dordoni. «Ho percepito grande motivazione da parte di tutti ad intraprendere questa avventura ma anche paura perché l’ignoto spaventa. Sono stati trentacinque anni di esperienze e valori maturati su questo territorio che non vogliamo cancellare ma rendere più incisive e far sì che possano diventare anche qualcosa di più ambizioso. Questo territorio ha le carte in regola per intraprendere nuove sfide e progetti pilota nel Distretto. Gli operatori che hanno lavorato per i Comuni, per la cooperativa, hanno maturato esperienze di anni: con questo gruppo di lavoro, già coeso, dobbiamo trovare nuovi obiettivi che costituiscono il contenuto della convenzione, sui quali metterci a lavorare. Il modello organizzativo dobbiamo scriverlo noi, così come le prassi che andranno a guidare la nostra professionalità. Ognuno ha il compito di avvertire il proprio territorio di questi cambiamenti positivi senza trasmettere ansie e preoccupazioni alle comunità. Iniziamo percorsi comuni – ha concluso rivolgendosi ancora una volta agli operatori -, faticosi ma pieni di entusiasmo con operatori giovani che ci contamineranno con le loro energie. Sosteniamoci in questa sfida e mettiamoci l’impegno messo fino ad oggi, credendoci, perché abbiamo la possibilità di costruire qualcosa di più ampio».

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