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Gazzolo: «Ho il dovere di scegliere basandomi sui dati e non sulle paure»

L’assessore regionale all’ambiente risponde a Foti su Carbonext: «C’è senso di responsabilità nella nostra azione politica rigorosa»

Bonaccini e Gazzolo

Interrogazione a risposta immediata in aula n. 2990 del 25 luglio 2016 (ex art. 114 del regolamento dell’Assemblea Legislativa). In risposta a quanto richiesto dalla interrogazione a risposta immediata in aula, n. 2990 del 25 luglio 2016 si fa presente quanto di seguito riportato.

«Confermo al Consigliere Foti che la Giunta nella seduta di ieri, 25 luglio, ha approvato la presa d'atto delle conclusioni della conferenza di servizi del 21 giugno 2016. Il Rapporto Ambientale conclusivo della Conferenza di Servizi della procedura di VIA sottoscritto in data 21/6/2016 e la bozza di Delibera della Giunta Regionale per l'approvazione del provvedimento di VIA relativo a “Utilizzo di Carbonext nel forno di cottura clinker della cementeria Buzzi Unicem di Vernasca” sono stati inviati dal Dirigente Responsabile della Struttura Autorizzazioni e Concessioni ARPAE di Piacenza con nota PGPC n. 7738 del 21/7/2016 alla Regione Emilia – Romagna che l’ha acquisita al PG.2016.541895 del 21/7/2016. Verificata la correttezza degli atti dal Servizio Valutazione e Promozione Sostenibilità Ambientale della Regione Emilia – Romagna, la proposta di deliberazione è stata iscritta all'ordine del giorno della seduta della Giunta Regionale del 25 luglio 2016. E' stata approvata  e, dopo la sua numerazione, sarà pubblicata on line sul portale regionale.

Ricordo al consigliere, sempre attento al rispetto delle norme,  che i termini per la conclusione delle procedure di VIA sono fissati da norme statali (D.Lgs. 152/06, L. 241/90) e da norme regionali (LR 9/99) al fine di garantire tempi certi di durata del procedimento. La delibera va assunta ordinariamente entro 20 giorni dalla conclusione della conferenza di servizi. Se tali termini, ordinatori, non sono sufficientemente rispettati, il proponente può ricorrere in sede giudiziaria con giustificati motivi.

Rigetto quindi con decisione le insinuazioni del consigliere sui tempi utilizzati per concludere la procedura. La realtà dei fatti è tutto il contrario di quanto rappresentato. Se la richiesta di Buzzi Unicem è stata sottoposta a procedura di verifica (screening) - premessa della successiva Valutazione di impatto ambientale – è per volontà della Regione Emilia-Romagna che già nel 2013 si era espressa in tal senso con apposito parere. Proprio la procedura di Via – per definizione – assicura la massima trasparenza e partecipazione da parte di tutti i soggetti interessati, come è avvenuto nel caso in esame. Sono state infatti presentate 11 osservazioni, entro il termine di legge e 42 dopo: tutte sono state tenute in considerazione nella stesura del Rapporto Ambientale, al pari degli interventi dell’Istruttoria pubblica. I dati del Rapporto ambientale non lasciano dubbi: una volta a regime la nuova modalità di alimentazione dell'impianto, si otterrà un calo rilevante delle emissioni (-36% Ossidi di azoto, - 40% polveri, comprese le PM10,  - 20% per diossine, furani e metalli pesanti).

Verrà utilizzato un Css di qualità – perché prodotto secondo parametri più severi rispetto a quelli fissati dalla legge – e prodotto entro 150 km dallo stabilimento per evitare importazioni da lontano e facilitare così i controlli sulla materia prima. Proprio quello dei controlli è un tema al centro delle severe prescrizioni adottate. Doppie verifiche riguarderanno il combustibile – al momento della produzione e all'ingresso nell'impianto di Vernasca – e sarà possibile costantemente per tutti i cittadini conoscere il livello delle emissioni, perché i controlli saranno disponibili on line in tempo reale. E i controlli imposti saranno costanti sulla materia prima, le emissioni anche sonore, gli scarichi idrici e il suolo.

Senza contare il “saldo zero” dell'impatto del traffico. Al di là delle stime prive di fondamento che sono circolate, è previsto nel range di 6-8 camion aggiuntivi al giorno rispetto agli attuali 313. Un incremento che sarà compensato dal rinnovamento del parco mezzi, attuato nell'arco di tre anni e che Buzzi Unicem dovrà rendicontare ogni anno puntualmente.

 A fronte di tutto questo, chiedo io al consigliere Foti perché la Giunta avrebbe dovuto rallentare i tempi, perché avremmo dovuto evitare la pubblicazione della delibera, del rapporto ambientale e dei suoi allegati, perché non avremmo dovuto informare tutti i cittadini dell'operato rigoroso svolto in quasi due anni di lavoro della conferenza di servizi e comunicarne i risultati. La pubblicazione della delibera di presa d'atto consente l'informazione a tutti gli interessati e la possibilità a chi lo ritiene anche di poter ricorrere. Mi sarei aspettata una richiesta di chiarezza e trasparenza anziché una richiesta, che fra l'altro non mi è mai pervenuta, di ritardare, in contrasto con la legge, un atto dovuto.

 Un percorso in trasparenza, prescrizioni severe, si inquina meno e non si fa danno alla salute, la conferma che sono escluse da impatti le produzioni agricole biologiche. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di scegliere e deve farlo non basandosi su paure, ma su dati certi e scientifici. La serietà e il rigore sono stati i tratti conduttori dei lavori della Conferenza dei Servizi e dell'azione della Giunta Regionale che comunque non avrebbe potuto respingere gli esiti della VIA nemmeno da un punto di vista giuridico perché pienamente in linea con le norme vigenti e in grado di tutelare gli interessi pubblici. È questo il senso di responsabilità che contraddistingue un'azione politica rigorosa dalle polemiche fuorvianti. La stessa responsabilità che, con coerenza, metteremo in campo per contribuire alla discussione sul Decreto Clini anche attraverso l'audizione in Commissione dei Comitati e di tutti i portatori di interesse come é stato da lei e altri promosso».

Paola Gazzolo

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