Sabato, 16 Ottobre 2021
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«I cittadini non hanno capito la nostra proposta, forse siamo partiti in ritardo»

Una prima analisi del voto a Fiorenzuola con il consigliere comunale uscente Nando Mainardi e Franco Pastorelli di Articolo Uno, candidati nella lista civica di area centrosinistra "Cambiamo Fiorenzuola". Marini Ricci: «Mi assumo la responsabilità di questo risultato elettorale molto netto, ora cinque anni di opposizione»

La schiacciante sconfitta non li ha scoraggiati. I candidati della lista civica di area centrosinistra “Cambiamo Fiorenzuola”, guidata dal candidato sindacoDario Marini Ricci-4 Dario Marini Ricci, maestro elementare di 33 anni, nonostante «lo scarto molto alto difficile da interpretare» - come lo ha definito la consigliera comunale uscente ex 5 stelle Elena Rossini – hanno brindato al lavoro fatto in campagna elettorale e ai cinque anni di opposizione che ora hanno davanti. Poco prima dell’aperitivo al bar Posta, a due passi dal loro point elettorale di via Liberazione, un tour con l’auto diffondendo con il megafono canzoni partigiane per le vie del centro.

Hanno raccolto 2.246 preferenze pari al 33,46 per cento dei voti: 2.220 in meno rispetto alla lista del sindaco uscente Romeo Gandolfi che ha raccolto la fiducia di 4.466 (66,54 per cento). La minoranza in Consiglio comunale ha quattro seggi: oltre al candidato sindaco Marini Ricci entreranno Nando Mainardi (246 preferenze), Cinzia Ferdenzi (191), Franco Pastorelli (173) e Chiara Cremonesi (165). 

«Mi assumo la responsabilità di questo risultato elettorale molto netto. E' stata una campagna elettorale in cui abbiamo cercato di raccontare un'idea di Fiorenzuola diversa, probabilmente non siamo riusciti a raccontarla in una maniera che fosse comprensibile ai cittadini - ha detto Marini Ricci -. Ci aspettano cinque anni di lavoro duro in opposizione. Una parte degli elettori del centrosinitra forse non è stato convinto dalla nostra prposta o è stato convinto dalla proposta della lista di centrodestra, dando loro il voto»

Una prima analisi del voto l’abbiamo fatta con Nando Mainardi e Franco Pastorelli. Il primo è consigliere comunale uscente di “Sinistra per Fiorenzuola”. Cinque anni fa si era presentato con una sua lista che aveva raccolto 1.055 consensi, correndo separatamente dal Pd di Giuseppe Brusamonti (2.282 voti) e dal Movimento 5 stelle di Elena Rossini (1.317 voti). Il secondo è esponente di Articolo Uno a Fiorenzuola partito nel quale, dopo le Amministrative del 2016 erano approdati l’ex sindaco Giovanni Compiani ed altri assessori e consiglieri della sua Giunta.

mainardi-7 - Mainardi, cosa non ha funzionato?

«La vittoria del centrodestra è evidente ed inequivocabile. Il percorso di “Cambiamo Fiorenzuola” in questi mesi ha unito e messo in campo proposte che hanno suscitato interesse. Forse il deficit rilevante è quello di essere partiti solo in questi ultimi mesi: se devo fare un’autocritica penso che sia stato questo l’elemento più consistente della sconfitta. Poi è chiaro che quando c’è un’Amministrazione al secondo mandato questa si trova sempre in una situazione di vantaggio o potenziale vantaggio e anche questo ha inciso. Ora le forze di “Cambiamo Fiorenzuola” proseguono e si rafforzeranno per i prossimi cinque anni: il nostro percorso riparte da qui».

- Subito nel Pd non tutti hanno detto “si” al nome di Dario Marini Ricci: possono avere influito queste divergenze iniziali, portando ad un allontanamento dell’elettorato del Pd?

«E’ difficile e prematuro fare un’analisi del voto. Dario Marini Ricci ha portato freschezza nella contesa politico-elettorale e penso che vada assolutamente ringraziato così come tutte le persone che si sono spese».

- Dal centrodestra accusano “Cambiamo Fiorenzuola” di aver portato avanti una campagna elettorale fatta di critiche: cosa risponde?

«E’ un aspetto fisiologico: se c’è un’Amministrazione che governa per cinque anni chi si propone come alternativa deve spiegare perché si propone come alternativa e quindi spiegare perché le politiche dell’Amministrazione Gandolfi non piacciono o non sono piaciute. È la normalità delle cose e non ci vedo nulla di particolare in questo: noi abbiamo fatto sia critiche sia proposte, il nostro programma era sicuramente più ricco del loro».

- Pastorelli, lei cosa ne pensa? Cosa non ha funzionato nella vostra proposta?Cambiamo Fiorenzuola-7

«Noi abbiamo fatto il massimo proponendo un buon programma. Probabilmente non siamo riusciti a farci capire: noi siamo una lista con persone di qualità e di varia estrazione sociale. La scarsa affluenza ha inciso e c’è poco interesse nella politica: molti del centrosinistra si sono astenuti. Sì all’inizio ci sono state delle divergenze che poi sono state sanate. Forse il Pd non è riuscito a raccogliere il proprio elettorato come una volta: il mondo politico è cambiato molto ma da parte di tutti noi c’è stato lo sforo per cercare di fare il meglio per la città».

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