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Il Comune dice sì alle unioni civili: possibilità estesa anche ai non residenti

In Comune a Fiorenzuola potranno sposarsi persone dello stesso sesso, come disciplinato dalla legge del 20 maggio 2016 (la cosiddetta "legge Cirinnà")

Immagine di repertorio

È stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta comunale la delibera che consente, d’ora in poi, di celebrare le unioni civili.  In Comune a Fiorenzuola potranno sposarsi dunque persone dello stesso sesso, come disciplinato dalla legge del 20 maggio 2016 (la cosiddetta “legge Cirinnà”). La possibilità di sposarsi in Municipio è stata allargata anche ai non residenti nel territorio Comunale, i quali dovranno sostenere una spesa di 450 euro sia che la celebrazione avvenga nei giorni feriali, sia fuori orario di ufficio e la domenica mattina. Per i residenti (anche solo uno per coppia), la cifra è pari a 350 euro per la celebrazione al di fuori dell’orario di servizio e la domenica mattina; gratuita nei giorni feriali.

I costi in vigore per le unioni di persone dello stesso sesso, sono gli stessi che dovranno sostenere anche le coppie che scelgono il matrimonio civile. La tariffa è stata aumentata di € 50,00, rispetto a quella approvata nel 2011 e in vigore fino a qualche giorno fa, in quanto «risulta inadeguata e non compensa li oneri derivanti dell’effettivo impiego delle risorse Comunali» - si legge nel testo della delibera – e i costi quali «il riordino della Sala dell’orologio (il locale nel quale viene celebrata la cerimonia) e la pulizia degli ampi spazi dopo il lancio di riso e coriandoli, ripristinandoli per le attività istituzionali».

Lo scorso agosto il consigliere di minoranza Nando Mainardi aveva interpellato l’Amministrazione, a riguardo della celebrazione delle unioni civili. Risposta positiva era arrivata dal sindaco Romeo Gandolfi, mentre si erano dichiarati contrari il vicesindaco Paola Pizzelli e il presidente del consiglio Andrea Pezzani (può essere delegato come ufficiale di stato civile ndr), non rendendosi disponibili a questo tipo di celebrazioni, «pur rispettando le singole coppie nella loro libertà di scelta».

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