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Il Pd: «Si vuole diffondere l’idea sbagliata che sia un inceneritore di rifiuti»

La segreteria provinciale del Partito Democratico commenta la decisione della Giunta regionale su Carbonext e le polemiche

«Carbonext – fanno sapere Loris Caragnano, Segretario provinciale Pd e Giorgio Alessandrini, Responsabile Ambiente  provinciale del Pd - è meno inquinante del petcoke (polverino di carbone): questo dice il Rapporto ambientale relativo alla VIA chiesta da Buzzi Unicem per l’ “utilizzo di Carbonext nel forno di cottura clinker della cementeria”. Un rapporto che definisce prescrizioni e controlli sia sulle emissioni del cementificio, sia sul prodotto che verrà utilizzato così da abbattere l’impatto ambientale dell’impianto industriale.

Un dato di fatto che le polemiche successive alla decisione della Giunta regionale di deliberare in proposito non hanno messo in discussione, concentrandosi piuttosto su questioni di procedura e metodo. Su queste ha avuto modo di rispondere puntualmente l’assessore Paola Gazzolo in Assemblea legislativa martedì 26 luglio al question time del consigliere Tommaso Foti. A noi preme sottolineare che: la VIA, allo stato attuale delle norme, rappresenta lo strumento partecipato cogente e competente a garantire trasparenza e rappresentanza a tutte le parti in causa. Uno strumento che, pur non essendo obbligatorio nel caso specifico, è stato attivato su indicazione della Regione e in modo volontario dall’impresa.

La procedura di VIA non è stata affatto frettolosa, è durata quasi due anni, ed è stata caratterizzata dall’esame di tutte le osservazioni, anche quelle presentate fuori termine. Tutte sono state tenute in considerazione nel Rapporto ambientale. Sarebbe stato inutile un rinvio della presa d’atto da parte della Regione a fronte di un percorso rigoroso, avviato nel 2013, e concluso con il Rapporto ambientale che ne stabilisce prescrizioni e controlli. Gli esiti della VIA, anche dal punto di vista giuridico, non avrebbero potuto essere respinti perché pienamente in linea con le norme vigenti e in grado di tutelare gli interessi pubblici.

Detto questo riteniamo che, dal punto di vista politico, le polemiche sembrano più orientate a due obiettivi: diffondere l’idea che il cementificio diventi in realtà un inceneritore di rifiuti, andandosi ad aggiungere a quelli già esistenti; Ostacolare il funzionamento del cementificio fino a renderlo antieconomico per l’impresa.

Il primo punto è escluso sia dalle norme nazionali vigenti che dal Rapporto ambientale. Sul secondo punto riteniamo che sarebbe più corretto e coerente dire con chiarezza che l’obiettivo ultimo di chi si oppone all’uso di carbonext è quello di chiudere il cementificio di Vernasca, dentro ad una logica che nega la possibilità per il nostro Paese di fare e sviluppare produzione industriale. Così come ci sembra incoerente il silenzio di chi oggi si oppone al carbonext a Vernasca, in occasione di scelte similari che hanno interessato altri cementifici della provincia. Riteniamo che le prese di posizione politiche non possano essere influenzate dalle maggioranze che governano gli enti locali, ma debbano essere guidate dalla volontà di tutelare gli interessi pubblici e dalla garanzia dei miglioramenti ambientali e di impatto sulla salute dei cittadini rispetto allo status quo.

Al di là delle polemiche riteniamo che responsabilmente il dibattito debba proseguire nel merito delle modifiche migliorative del Decreto Clini e, più complessivamente, sulla ricerca mirata a sostituire i combustibili fossili e inquinanti utilizzati fino ad oggi per la produzione industriale, oltre che sulla piena attuazione delle direttive europee recepite in materia di rifiuti, con obiettivi ancora più stringenti, dalla Legge regionale sull’economia circolare (Legge 16/2015) e dal Piano regionale di gestione dei rifiuti».

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