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Valdarda / Fiorenzuola d'Arda / Piazza Fratelli Carlo E Giovanni Molinari

In Collegiata l'ultimo saluto al dottor Silva: «Sempre al servizio della comunità»

A Fiorenzuola chiesa gremita per l'ultimo saluto al medico radiologo di 69 anni, che si è spento mercoledì 23 marzo. In tanti hanno voluto pregare e riconoscere «la sua generosità, la sua grandezza e la sua disponibilità»

Chiesa Collegiata a Fiorenzuola gremita, nella mattinata di sabato 26 marzo, per l’ultimo saluto al dottor Giovanni Silva. Il medico radiologo di 69 anni si è spento mercoledì 23 marzo. Il parroco monsignor Giuseppe Illica lo ha ricordato come «una persona semplice, umile e generosa». E così i tanti che lo conoscevano come amico e i tanti che lo conoscevano come dottore, hanno ricordato la sua costante presenza nell’ambulatorio di famiglia, in via Bandiera a Fiorenzuola. «Già dalle 7 di mattina, se non prima, e fino a tarda sera, il dottor Silva era sempre al servizio di coloro che si rivolgevano a lui per la sua competenza nel mestiere». «Gentile, disponibile» lo descrive chi lo conosceva e ancora: «Mi ero rivolta a lui per le diagnosi sempre azzeccate che faceva, era molto preparato», è il ricordo di una cliente del dottore che «mancherà molto a tutti come persona e come medico». Qualcun altro lo ricorda «sempre sorridente, parlando dei tempi trascorsi, e spensierato e fiducioso nel futuro, nonostante il suo stato convalescente».

Come detto sabato mattina si sono svolti i funerali. In tanti hanno voluto pregare insieme ai famigliari del dottor Giovanni Silva (la moglie Tiziana, i figli Mario e Paolo, i fratelli Enrico, Luigi e Francesco) e riconoscere «la sua generosità, la sua grandezza e la sua disponibilità al servizio di tutti». «Lo facciamo noi per lui – ha detto monsignor Illica ripercorrendo il Vangelo (Lc 18,9-14) – perché non è come un fariseo che si vanta di quello che fa. Giovanni era semplice e umile come un pubblicano che tiene per sé quando fa l’elemosina perché sa che altrimenti perderebbe la ricompensa davanti a Dio». «Con la preghiera – ha concluso il parroco – ricordiamo il bene fatto da Giovanni, che oggi ricomincia a vivere dopo la sofferenza, lo strazio e la prostrazione che ha vissuto e che lo ha portato alla morte ma il Signore lo fa rialzare e vivere alla sua presenza».

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