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Consiglio, tariffe più alte per mense, trasporto e asili. Scatta la protesta

Una protesta in piena regola inscenata da un centinaio di persone nella seduta di consiglio comunale che ha avuto tra i temi l'approvazione del bilancio di previsione, nel quale l'aumento delle tariffe è stato proprio l'elemento caratterizzante

Nelle immagini alcuni momenti della seduta del consiglio comunale di giovedì 30 marzo (foto Trespidi)

Toni alti nei confronti di assessori e consiglieri della maggioranza; applausi a chi siede nei banchi della minoranza. Famiglie, associazioni di genitori, rappresentanti di Istituto, hanno manifestato il loro dissenso nei confronti delle azioni messe a punto dall’Amministrazione comunale: l’aumento delle tariffe dei Servizi a domanda individuale (trasporto, mensa, iscrizione asili). Una protesta in piena regola inscenata da un centinaio di persone nella seduta di consiglio comunale che ha avuto tra i temi l’approvazione del bilancio di previsione, nel quale l’aumento delle tariffe è stato proprio l’elemento caratterizzante.

Per introdurre l’argomento, l’assessore al Bilancio Marcello Minari è partito da alcune considerazioni sulle risorse finanziarie: «La politica delle entrate extratributarie ha cercato di valutare le tariffe dei servizi offerti, la percentuale di copertura dei costi per mezzo della contribuzione dell’utenza e di colmare parzialmente il divario tra entrate ed uscite. A fronte dell’aumento strutturale del costo dei servizi abbiamo costruito bilanci pluriennali con un’ottica imprenditoriale. Le delibere delle aliquote tributarie e della contribuzione ai servizi a domanda individuale sono state adottate con un sostanziale grado di mantenimento rispetto agli anni precedenti, fatte salve alcune modifiche tariffarie per consentire un maggior equilibrio tra entrate e uscite».

Un bilancio quello approvato dalla maggioranza e bocciato dalla minoranza (Pd, Movimento 5 stelle e Sinistra per Fiorenzuola) che per il 2017 prevede quasi 3milioni e mezzo di euro come fondo di cassa presunto iniziale e con una spesa a fine anno di circa 29milioni di euro. Il totale delle entrate previsto è pari a poco più di 31milioni di euro.

Ampia la discussione sui servizi a domanda individuale che hanno visto un aumento vertiginoso delle tariffe, in alcuni casi anche del novanta per cento. «Non sottovalutiamo il sociale – ha detto Minari – ma il problema è la percezione sbagliata di quello che è il peso dei servizi sul bilancio che non è solo dell’Amministrazione ma di tutta Fiorenzuola. Chi può permettersi di pagare i servizi è giusto che paghi il costo di tali erogazioni, come i pasti che al Comune costano 6 euro iva inclusa (nel 2018 scadrà l’appalto del gestore delle mense e si punta a trovarne uno che proponga un prezzo più basso). Capisco che quando si è abituati a pagare meno un servizio, vedersi aumentare la tariffa da fastidio». Gli aumenti sono previsti a partire da settembre e l’Amministrazione si è detta disponibile ad incontrare i rappresentanti dei genitori per valutare al meglio magari una migliore distribuzione delle tariffe, aggiungendo se necessario anche una fascia ISEE in più. «Nelle società civili chi può pagare – ha aggiunto Minari – contribuisce sempre a sostenere chi non può permettersi il pagamento. Le fasce di estrema povertà non sono toccate da questi aumenti».

«Ci vuole coraggio da parte nostra venire a presentare questo documento – ha detto ancora l’assessore. È stata sollevata la perplessità che tale aumento possa andare a limitare l’acceso degli stranieri alla scuola dell’infanzia con un conseguente problema per ‘inserimento alla scuola elementare. La tariffazione che è rimasta in vigore sino ad oggi ha fatto sì che molte famiglie straniere venissero a vivere a Fiorenzuola».

Il consigliere Giuseppe Brusamonti ha definito «deboli» le motivazioni dell’aumento. «Il pareggio di bilancio negli anni passati è stato garantito senza l’aumento di tariffe e con la scelta politica che certe cose non erano dei privilegi, ma dei diritti. Dolori gli aumenti, grave l’affermazione “chi può paga”, superficiale dire che ci sono molti stranieri a causa di manovre da noi adottate. Avete avuto tanta paura – ha proseguito il consigliere rivolgendosi alla Giunta – nel confrontarvi, coraggio nel predisporre il bilancio, capacità di mettersi in ginocchio per vedere le situazioni che hanno bisogno di solidarietà e giustizia. Non ho mai visto un’Amministrazione che dopo avere aumentato determinati importi a carico dei contribuenti torna indietro per diminuirli. Non sono stati fatti gli sforzi necessari per ridurre pressioni e disuguaglianze».

protesta tariffe servizi domanda individuale fiorenzuola nando mainardi minoranza-2Secondo Nando Mainardi di Sinistra per Fiorenzuola «ogni Amministrazione ha una propria idea di città e quella che emerge qui è quella di una città in cui alcuni possono accedere a determinati servizi, altri no». «In alcuni comuni la tariffa per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia non c’è neppure. Voi l’avete aumentata per raccogliere non più di 100mila euro. Era così necessario? È una scelta politica pure che l’Amministrazione ha deciso di fare. Andare a scuola è un diritto e se i servizi sociali e socio-educativi, nati per valenza sociale e non per chi li paga, hanno sempre avuto buoni risultati bisognava valorizzarli, non penalizzarli. È un bilancio contro Fiorenzuola e se queste scelte sono definitive la Giunta non ne troverà giovamento».

Anche la consigliera del Pd Sara Lusignani ha definito una “scelta politica” le azioni della maggioranza, mentre per la pentastellata Elena Rossini «con l’aumento delle rette da pagare ci saranno sempre più persone che non riusciranno ad affrontare la stangata».

«Ognuno di noi, a seconda delle situazioni personali è gravato da questi provvedimenti» ha detto Paolo Savinelli (Pd). Perché tutto questo non è stato discusso con una reale partecipazione? L’idea che emerge dal punto di vista politico è l’esclusione dalla scuola di alcune categorie. State andando nel senso opposto del futuro: se si guarda alla scuola che forma i nostri ragazzi e quindi è lo spazio che rappresenta in toto il futuro, non si può impostare un ragionamento politico che vada ad escludere. La scuola deve essere inclusiva per un domani migliore per tutti».

«Quella di oggi non è una situazione così rosea e i cittadini ne devono prendere coscienza - è intervenuto l’assessore Minari -. Siamo arrivati lo scorso luglio con un bilancio streminzito, uscito ancora più streminzito. Per pagare gli appalti, come quello delle mense o dei trasporti, ci voglio soldi in cassa per mantenere livelli consoni imposti. Non si può ragionare con la libertà di coprire spese preventivate con previsioni di entrata: il Comune non può dimostrarsi insolvente. Se si vuole garantire un futuro ai servizi, aperti a tutti con livelli di qualità adeguati, allora è necessario ragionare anche insieme sui piani finanziari per arrivare alla sostenibilità di tali servizi oltre che del bilancio».

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