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Un posto di controllo dei carabinieri di Lugagnano

Un posto di controllo dei carabinieri di Lugagnano

Insieme compiono troppi reati, "divisi" i fratelli di Lugagnano

Insieme fanno troppi reati, per questo i due fratelli di Lugagnano, noti alle cronache per la sfilza di reati commessi negli ultimi mesi sono stati "divisi". Uno è stato messo agli arresti domiciliari, l'altro ha il divieto di dimora nel paese della Valdarda

Insieme fanno troppi reati, per questo i due fratelli di Lugagnano, noti alle cronache per la sfilza di reati commessi negli ultimi mesi sono stati "divisi." I due, di 20 e 23 anni con gravi problemi di tossicodipendenza e di abuso di alcol, ora non potranno più vivere insieme. Lo ha stabilito la Procura della Repubblica che ha emesso due misure cautelari: uno è stato sottoposto agli arresti domiciliari nel paese della Valdarda, per l'altro è stato emesso il provvedimento di divieto di dimora in quel comune. I giovani fratelli, avevano tentato di rapinare un automobilista di passaggio a Castellarquato, poi avevano cercato di incendiare un fienile per uccidere un cane e infine avevano tentato di rubare generi alimentari alla Coop di Lugagnano e di scassinare un distributore automatico di sigarette sempre nello stesso paese. Ed è proprio per gli ultimi fatti criminosi avvenuti al supermercato che sono state richieste le misure. A fine gennaio il fratello più giovane era entrato alla Coop e aveva cercato di rubare alcune bottiglie di liquore e di birra ma la commessa lo aveva visto e lui era scappato. Poco dopo era entrato in azione il 23enne che era riuscito a rubare una coppa. 

"I due indagati spesso si sostengono reciprocamente nelle condotte criminose avvalorando l'uno con l'altro il proprio senso di impunità (...)". Si legge nelle motivazioni che hanno spinto il sostituto procuratore Matteo Centini a chiedere le misure. "I due il 4 dicembre 2016 scarcerati dopo essere stati  arrestati il 29 novembre per tentata rapina in concorso (e sottoposti dal gip all'obbligo di firma)  annunciavano il loro rientro in paese inviando agli amici un selfie davanti alle Novate con la scritta «scarcerati alla faccia di quegli sbirri di merda. Fuck merde stiamo arrivando». E il 13 gennaio hanno tentato di incendiare un fienile con lo scopo di uccidere un cane, il tutto per "ragioni di risentimento personale nei confronti del proprietario dell'animale. Il 16 gennaio sono stati condannati a una pena di un anno e 4 mesi di reclusione con l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria" (...)

"La personalità criminosa degli indagati emerge chiara e lampante connotandone la pericolosità. I due indagati sono entrambi dediti all'uso di stupefacenti che probabilmente ne amplifica la condotta antisociale rendendoli ancor più pericolosi proprio in ragione della imprevedibilità delle loro reazioni comunque improntate a violenza minacciata o agita indipendentemente dalla sollecitazione a volte di minima entità (...) E' evidente il rischio che i due possano commettere altri reati della stessa indole di quelli per cui si procede, sia il rischio che i due possano altri gravi delitti con l'uso delle armi o di altri mezzi di violenza personale (...) Gli indagati hanno acquisito una discreta notorietà criminosa nel luogo di domicilio proprio in ragione della condotta proterva e violenta tenuta nel corso nell'ultimo periodo, in cui si sono resi responsabili anche di reati particolarmente odiosi senza che le loro "gesta" fossero minimamente frenate anche dalle condotte subite edanzi in un'escalation che segnala una condotta di "sfida" all'autorità che ancor più aumenta il senso di timore delle vittime e senza che emerga negli indagati un bilanciamento neppure in "ottica criminosa" tra i fatti realizzati e il profitto conseguito il che denota si per sé una pericolositò di entrambi". Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Lugagnano. 

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