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Immagine di repertorio

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Kyenge a Fiorenzuola il 14 gennaio: «La crisi di valori e le bufale sul web sono la causa del razzismo»

L'europarlamentare Pd verrà a Fiorenzuola per presentare il volume "Dal libro dell'esodo". Con lei abbiamo discusso di accoglienza dei profughi: «I sindaci scaricano il lavoro sulle Prefetture. È una questione di equa responsabilità e solidarietà»

Il tema dell'accoglienza ai profughi è sempre d'attualità. Secondo lei c'è una buona parte di italiani che sono razzisti?

«L’Italia è un paese di grandissima apertura, che purtroppo non viene recepita ed applicata da buone leggi, il che non fa onore all’Italia. Sì, ci sono problematiche sui territori in tema di accoglienza ma il razzismo e la discriminazione sono fattori che non stanno in cima a questi problemi. Bisogna vedere la causa che porta al razzismo, molte volte ci si arriva per ignoranza perché non si conosce chi arriva sul territorio. Altre volte ci si arriva per esasperazione perché le persone non ricevono risposte sulla crisi economica, sulla disoccupazione giovanile. Si sbaglia il bersaglio e si va a colpire quello più debole, considerando il nuovo arrivato il capro espiatorio delle problematiche interne del Paese. Mancano risposte dai Governi e dall’Europa. I razzisti esistono anche al di la del tema dell’immigrazione. Attorno al tema bisogna vedere il ruolo dell’istigazione all’odio online: l’Italia sta andando fortemente in senso negativo con il tema delle bufale e dell’incitamento all’odio con notizie false nei confronti di persone deboli. Questo fenomeno che si ingigantisce fa sembrare il nostro stato come se fosse razzista anche se in fondo è una minoranza che utilizza strumenti come il web per sembrare più grande e farsi notare, aimè con un impatto culturale negativo sulla popolazione».

Il ministro Minniti sta portando il Governo verso ipotesi e soluzioni sul tema dei migranti più vicine al centrodestra e in particolare alla Lega. È così? Cosa ne pensa?

«Ciò che bisogna fare oggi è la prevenzione dei conflitti guardando al domani, gestendo l’immigrazione e l’asilo politico in modo responsabile. Le soluzioni giuste non sono l’uso della parola “sicurezza” a fini elettorali, la detenzione, messa come strumento principale, ma l’accoglienza diffusa. Il Governo precedente era già sulla buona strada in questo senso, approvando un accordo sul quale questo Governo dovrebbe lavorare per applicarlo sul territorio. Inoltre si dovrebbe mettere in contatto maggior governance e relazione tra nazione e territorio, aiutando i sindaci a gestire meglio le situazioni, non tanto a livello di sicurezza, ma di accoglienza. Dico no al rispedire indietro le persone».

Il caso di Gragnano, clicca su "Continua" per proseguire

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