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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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«La sanità è in crisi ma chi ha responsabilità tecniche e politiche non se ne rende conto»

Dalla mancata riapertura del pronto soccorso alla chiusura improvvisata del centro vaccinale poi riaperto, alle sale operatorie annunciate cinque anni fa. Gli esponenti di Articolo Uno Mdp sono «preoccupati per lo stato della sanità a Fiorenzuola: i cittadini aspettano risposte»

Gli esponenti di Articolo Uno Mdp sono «fortemente preoccupati per lo stato della sanità nel piacentino ed in particolare a Fiorenzuola, ancor di più, per un futuro pieno di incognite che sembra sfuggire di mano a chi ha responsabilità sia politiche che tecniche». Con una nota a firma di Franco Pastorelli, consigliere comunale nel gruppo di minoranza Cambiamo Fiorenzuola, la sezione locale del partito evidenzia le criticità della sanità piacentina che «è in crisi». Negli ultimi mesi il sindaco Romeo Gandolfi ha scritto più volte alla direzione di Ausl per portare all’attenzione dell’azienda le problematiche del territorio: «dal pronto soccorso che non apre per non per mancanza di medici ma per mancanza di programmazione – aveva scritto sul suo profilo Facebook – al centro vaccinale chiuso per tentando di somministrare le terze dosi al centro prelievi che si è rivelato inadeguato, lo spostamento di 140 famiglie per il controllo del tampone di 5 classi per 2 volte a Piacenza, sale operatore promesse a febbraio 2016 e che rimangono nel limbo dell'affidamento della progettazione, dopo lo spostamento del centro prelievi nell'ex macello necessario per le esigenze dovute al Covid ma anche per la partenza dei lavori, il numero di ambulatori a servizio dei cittadini della val d'Arda diminuisce anziché aumentare, l'annuncio dello spostamento della senologia a Castel San Giovanni».

Risposte mai arrivate e che ora chiedono anche dalla segreteria di Articolo Uno: «I cittadini aspettano risposte». Le criticità che aveva sollevato Gandolfi, scrivendo ad Ausl e alzando i toni nel corso di una riunione dell’Ufficio di presidenza della Conferenza socio sanitaria, le mette neo su bianco anche Pastorelli nella nota e a quelle aggiunge: «Non si è fatto nulla per trattenere il punto nascita a Fiorenzuola, forse il reparto che aveva tutti i numeri per rimanere attivo: una donna in gravidanza deve sobbarcarsi inutili viaggi per fare una visita specialistica. Cosa potrebbe succedere poi, se dovesse partire da Morfasso in condizioni d’emergenza? Per Piacenza? Castel San Giovanni? O magari Fidenza?».

Preoccupa poi anche «il deficit di 35 milioni di euro ammucchiati col Covid che “con una serie di interventi dell’azienda” si ridurranno, per quest’anno a 12 milioni di euro»; e che porta Pastorelli a chiedersi: «Ci sarà un ulteriore taglio dei servizi sanitari nel piacentino? La situazione non era bella nemmeno prima, con la pandemia si è ulteriormente aggravata e il Piano del 2017 non è più adeguato ai nuovi scenari che si sono aperti- Già i conti finanziari a causa del Covid nel 2021 sono stati piuttosto salati e per i prossimi anni come si coprirà il disavanzo? Ci vorrà un intervento dello Stato e della Regione, ma ci sono responsabilità che sono tutte locali».

Poi torna sul tema del pronto soccorso di Fiorenzuola. A fine ottobre il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino aveva annunciato in un’intervista video de ilPiacenza.it la riapertura del servizio «a inizio novembre», dopo la costruzione del reparto nel vecchio padiglione dell’ospedale. Al 27 novembre il nuovo pronto soccorso è ancora chiuso e così Pastorelli interviene: «L’ Azienda Usl di Piacenza è l’unica in Regione ad aver chiuso, in questi due anni, due Pronto Soccorso su tre. Inammissibile. Certo il problema del personale è diventato ormai una difficoltà nazionale, ma a Piacenza c’era tutto il tempo per risolvere il problema come è stato fatto da altre parti. Oggi il rinnovato pronto soccorso di Fiorenzuola, nonostante i proclami del direttore e dei politici, è ancora chiuso».

In fine «molto preoccupante anche la prospettiva dei servizi territoriali. Non solo a sei anni dalla programmazione non si vede uno straccio di progetto di Casa della Salute a Fiorenzuola, ma nemmeno una soluzione provvisoria. Non ci sanno dire nemmeno quali saranno i servizi sanitari che saranno offerti ai cittadini, perché ancora nessuno ne ha parlato pubblicamente. Incredibile». E tra le risposte che chiedono da Articolo Uno, anche «più dati sull’effettivo utilizzo del Blocco B dell’ospedale, ricordando che doveva essere un Hub provinciale specializzato nella riabilitazione a 360 gradi e intanto 12 posti di riabilitazione sono tornati a Castel San Giovanni. Quando chiedevamo che le due sale operatorie previste nel Blocco A fossero costruite contemporaneamente al Blocco B, visto che c’erano i finanziamenti, è perché immaginavamo che col passare del tempo la situazione potesse complicarsi. Oggi non ci sembra siano di imminente realizzazione. Né sappiamo se e quale chirurgia verrà proposta ai cittadini di Fiorenzuola e della Valdarda. Potremmo continuare citando la carenza, nei prossimi anni, di Medici di Medicina Generale, problema che si sommerà ai tanti altri».

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