Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Messa di San Fiorenzo, la tradizione del cero in segno dell’operato attivo delle associazioni sul territorio

Nel giorno del Santo Patrono la tradizionale offerta del cero all'altare. In chiesa Collegiata celebrata la Santa Messa officiata dal vescovo di Fidenza monsignor Ovidio Vezzoli e da quello emerito di Picos (Brasile), don Augusto Alves da Rocha

Mercoledì 17 ottobre la comunità di Fiorenzuola ha gremito la chiesa Collegiata, dove è stata celebrata la Santa Messa patronale. Come ogni anno centinaia di fedeli si sono riuniti per ascoltare la Parola e ricevere l’Eucarestia nel giorno di San Fiorenzo. Sono stati il vescovo di Fidenza monsignor Ovidio Vezzoli e quello emerito di Picos (Brasile), don Augusto Alves da Rocha, ad officiare la celebrazione. Attorno a loro anche i sacerdoti e i diaconi della parrocchia di Fiorenzuola e di tutte quelle dei vicini comuni. Tanti anche i chierichetti, le autorità e altrettanto numerosi i rappresentanti delle associazioni che come da tradizione, durante l’offertorio, preceduti dal sindaco Romeo Gandolfi hanno attraversato la navata centrale portando all’altare un cero. Qui lo hanno consegnato nelle mani del celebrante, in segno della presenza e dell’operato attivo dei propri volontari sul territorio.

Nell’omelia la parola chiave è stata “assiduità”. Rifacendosi alle letture, il vescovo ha parlato dei «quattro pilastri sui quali si fondano una comunità e una Chiesa in cammino, assidue». «Occorre innanzitutto assiduità nell’ascolto della catechesi, della Parola. Assiduità della comunione fraterna, non del pettegolezzo o del sentito dire. L’uniformità non è mai piaciuta alla Chiesa, i cristiani non sono omologati dietro a qualche precetto, sono “liberi in Cristo”. Vuol dire andare al centro, da Gesù in comunione fraterna, nella quale ci riconosciamo fratelli e sorelle. Assiduità nella frazione del pane: l’Eucarestia non è un accessorio, è decisiva e fondamentale perché non può mancare l’alimento base, la forza. Infine serve assiduità nella preghiera: Gesù non ha mai fatto una scelta senza aver pregato prima».

Quindi l’invito alla preghiera, «soprattutto nell’anno del discernimento». «Solo tramite essa la comunità cristiana raccoglie l’eredità del suo fondatore e riesce a seguire questa strada. A San Fiorenzo chiediamo che possa portare di fronte ai nostri occhi questo cammino».

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