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Sopra, Moni Ovadia (foto: www.moniovadia.net)

Sopra, Moni Ovadia (foto: www.moniovadia.net)

Moni Ovadia: «In un'epoca degradata serve il coraggio di Pasolini»

L'attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante italiano, sarà di scena venerdì 13 novembre al teatro Verdi di Fiorenzuola con il concerto "Tra la carne e il cielo". Ecco l'intervista che ci ha rilasciato

«In questa epoca molto mediocre, molto degradata in cui assistiamo a fenomeni di corruzione inenarrabili, alla disoccupazione giovanile a una fortissima perdita della visione etica e dei valori, abbiamo bisogno di sentire la voce di Pier Paolo Pasolini. Ne abbiamo bisogno per il suo coraggio, per la sua onestà intellettuale, per il suo anticonformismo, per la sua intelligenza e la sua passione spietata, la capacità di rischiare, di mettersi in gioco, di pagare tutto di persona: è un esempio preziosissimo per la nostra epoca anticonformista in cui manca coraggio di capire i fenomeni in maniera così folgorante com’era nella capacità di Pasolini».

Sono queste le prime parole che Moni (Salomone) Ovadia, attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante italiano, ha rilasciato a ilPiacenza, quando gli chiediamo di parlare del concerto con cui salirà sul palco del Verdi di Fiorenzuola nella serata di venerdì 13 novembre.

“Tra la carne e il cielo” è il titolo concerto sul motivo per cui Pasolini amava profondamente Bach. Moni Ovadia interpreterà le letture di pagine pasoliniane indimenticabili che si intersecano ad immagini delle sue vette cinematografiche e con i brani immortali di Johan Sebastian Bach, che Pasolini scelse costantemente per le colonne sonore dei suoi capolavori.

Sulla scena con l’attore (nato in Bulgaria da una famiglia ebraico-sefardita ndr) ci saranno Valentino Corvino (direttore e violino solista), Elisa Bonazzi (contralto) e l’Orchestra camerale di Imola “Zero Vocal Ensamble”.

Moni Ovadia, venerdì assisteremo ad uno concerto in cui si cerca di mettere in chiaro il motivo per cui Pasolini amava profondamente Bach. Ecco, che cosa di questo grande compositore Pasolini ammirava di più?

«La musica di Bach è un assoluto per tutti che hanno un culto per la musica e Pasolini è una persona che aveva una sensibilità straordinaria. Credo che Pasolini sentisse profondamente in Sebastian Bach il fatto che raramente nella storia della musica il sacro, lo spirituale è stato espresso con tanta forza e perfezione. Pasolini era un uomo d grandissima spiritualità, era coraggioso, era anticonformista, di un’intelligenza straordinaria e aveva una grande attenzione verso il sacro: non poteva quindi che rimanere folgorato dalla grandezza della costruzione musicale e spirituale».

Come mai ha deciso di interpretare “Tra la carne e il cielo”?

«In realtà sono stato chiamato, questa non è una mia iniziativa, sono solo voce recitante. L’idea è del maestro Valentino Corvino che ha scelto di chiamare me perché già stavo lavorando su Pier Paolo Pasolini: da un paio di anni porto in giro un reading con musiche associate ai testi di Pasolini. Ho deciso di prestare la mia voce e lo faccio con grande passione perché ho un entusiasmo, un interesse, un’ammirazione sconfinata per l’artista, per l’uomo e anche per la figura di uomo di sapere, di critico che era Pasolini».

In molte delle sue opere Ovadia, si parla di dignità. Se le chiedo di associare “dignità” a Pasolini che cosa mi risponde?

«Io credo da che questo punto di vista, in termini di dignità personale, umana, oltre che culturale, Pier Paolo Pasolini sia un esempio, un faro, che proprio lui ha tenuto ferma la propria dignità, anche di fronte agli attacchi più infami. Provate a pensare solo cosa voleva dire essere un omosessuale, quando Paolini fece l’outing. Che cosa dovette subire? Oggi ci sono ancora molti problemi, ma stiamo entrando in un’epoca in cui due grandi Paesi Cattolici come l’Argentina e il Brasile per parlare del Sud America che è il paese più cattolico del mondo, hanno le nozze omosessuali. Ma ai tempi in cui Pasolini era considerato un crimine, una difformità, una malattia, una perversione, ne dovette subire di ogni. Ma lui tenne sempre ferma la sua dignità».

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