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Montani e Pighi: «Se a Fiorenzuola il centrosinistra ha perso, non è colpa della presenza in lista di Savinelli»

Ai segretari locali del Pd, Caragnano e Scarani, chiedono di «promuovere una riflessione sulla sconfitta elettorale a porte aperte e alla luce del sole e non nelle stanze di partito»

Repertorio

«Promuovere  una  riflessione sulla sconfitta elettorale a porte aperte e alla luce del sole e non nelle stanze di partito». Lo chiedono due giovani del Partito Democratico di Fiorenzuola, Emanuele Montani ed Emanuele Pighi al segretario provinciale e locale del Partito, rispettivamente Loris Caragnano e Celestino Scarani.

Secondo Montani e Pighi, non è stata presentata «ai fiorenzuolani una proposta politica all’altezza dei bisogni e delle necessita della città quindi c’è un’unica cosa da fare: chiedersi perché e da lì ripartire!»

«Il centro sinistra ha perso a Fiorenzuola, ha perso molto male e dalle prime riflessioni pare comunque e sempre colpa di altri – scrivono in una nota -: non è forse che non siamo riusciti a cogliere la necessità di un cambiamento, l’istanza di una Fiorenzuola diversa e la possibilità di riallacciare i rapporti con la gente che ormai erano gravemente sfilacciati? Se non si parte da  una analisi seria, trasparente e aperta sulle ragioni della sconfitta, si lascia il campo solo alle tifoserie (peraltro anche mal consigliate) che non servono a nulla».

«Il fallimento elettorale della lista “Noi di Fiorenzuola” è sulla bocca di tutti, il fatto che anche il Presidente della Regione Bonaccini sia intervenuto nel dibattito per dire che “il Pd locale si deve porre qualche domanda su Fiorenzuola” è una cosa che ci deve far riflettere sia su quanto fatto dal Pd in questi ultimi anni sia su quanto fatto dall’ultima amministrazione negli ultimi 5 anni».

Montani e Pighi analizzano poi i numeri di questa tornata elettorale: «Sono 2282 i voti che sono stati raccolti dalla nostra lista, quindi sono esattamente 1942 voti in meno rispetto alle scorse amministrative, questo crediamo sia il dato più rilevante di questa tornata elettorale. Da qui si evince chiaramente una bocciatura sia della proposta politica, sia del nostro candidato sindaco il quale si trovava in una posizione di continuità rispetto alla vecchia amministrazione. Queste bocciature crediamo siano oggettive e non contestabili dati i numeri sopra indicati».

«In questi giorni è scattata sia sui giornali che sui social la caccia alle cause del tracollo del Pd: dall’ospedale, alle buche nelle strade, al trend negativo del Pd a livello nazionale, al fatto che quest’anno il centro sinistra non si sia alleato con Rifondazione. Stupisce, in negativo naturalmente, che tra le cause della sconfitta venga annoverata la presenza di Paolo Savinelli in lista, il quale quest’anno, cosi come 5 anni fa, è stato il primo degli eletti della nostra lista con 250 voti. Sicuramente come dice il Segretario Scarani un cambiamento c’è stato per quanto riguarda la composizione della lista ma è evidente che non è stato un  cambiamento sufficientemente convincente, perché altrimenti avremmo vinto le elezioni».

«Quindi sì, - concludono - chiediamo un’assemblea pubblica aperta a chiunque si senta di portare il proprio contributo alla riflessione: pensiamo che non sia più il tempo per nascondersi e trovare facili scusanti o finti colpevoli ma che sia arrivato davvero il momento di quell’autocritica che, nel centro sinistra ed in modo particolare nel Pd, è più che mai necessaria e non più rinviabile.  Riteniamo  che i tempi siano maturi e che la gente abbia diritto di avere le informazioni di prima mano. E’ dall’analisi del voto che si deve ripartire per riconquistare il rapporto con i cittadini e la loro fiducia, capendo dove si è sbagliato ed evitando di commettere gli stessi errori».  

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