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Nel week-end festa per i donatori di Avis. «Restano alte le donazioni ma servono volontari»

L’appuntamento, che si aprirà con la Santa Messa delle 10 al Centro pastorale Scalabrini, è in programma nel week-end, domenica 17 dicembre, e sarà l’occasione per riconoscere e premiare i donatori benemeriti fiorenzuolani

Alcuni volontari di Avis durante una manifestazione sportiva

La sezione Avis di Fiorenzuola si prepara all’annuale “Festa del donatore”, giunta alla sessantaquattresima edizione. L’appuntamento, che si aprirà con la Santa Messa delle 10 al Centro pastorale Scalabrini, è in programma nel week-end, domenica 17 dicembre, e sarà l’occasione per riconoscere e premiare i donatori benemeriti fiorenzuolani.

L’annuncio della festa e l’invito a partecipare rivolto alla cittadinanza arriva dal dottor Marco Ravarani, membro del consiglio direttivo di Avis Fiorenzuola, che approfitta per fare un bilancio sull’andamento della locale sezione “avisina”. «Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo calo delle donazioni effettuate e delle visite di idoneità per aspiranti nuovi donatori. Per ora il sistema ha retto, grazie anche ai progressi della chirurgia che permette l'esecuzione di interventi a minore invasività rispetto al passato riducendo quindi la necessità di sangue, tuttavia vi è la seria preoccupazione che in assenza di una inversione di rotta nel prossimo futuro il fabbisogno trasfusionale non possa essere soddisfatto». Se da una parte mancano nuovi donatori, resta sempre alto il numero di donazioni da parte di coloro che da anni si recano al Centro trasfusionale dell’ospedale di Fiorenzuola (dove avviene la raccolta di sangue per Avis), costretti però, raggiunta una certa età, diminuire il numero di donazioni. Cosi, viene sempre meno un ricambio generazionale, e viene a mancare anche un contatto tra i donatori e il direttivo dell’associazione: «Purtroppo la nostra sezione non dispone di un proprio punto prelievi, come ad Alseno o in altri comuni della provincia, dovendosi recare negli ambulatori dell’ospedale, ambiente molto più formale rispetto a quanto potrebbe essere quello della sede dell’associazione».

È’ per questo motivo che Avis cerca di entrare in relazione con i volontari e la città, scendendo in campo al fianco di associazioni sportive e organizzando iniziative in collaborazione con le scuole materne, medie e superiori. «Ai ragazzi di quarta e quinta superiore ad esempio – spiega Ravarani – viene proposto l’esame di idoneità alla donazione, ma in pochi poi diventano donatori attivi. Ma oltre alla donazione vera e propria, la nostra associazione soffre una cronica mancanza di volontari disposti a dedicare parte del loro tempo libero per le attività di promozione. Oggi Avis conta 11 membri nel consiglio direttivo, 700 soci di cui poco più di 600 sono donatori attivi, 1200 donazioni all’anno. Siamo fiduciosi nella partecipazione di volti nuovi alla nostra festa di domenica, affinché possano conoscere la nostra Associazione».

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