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Operai ma anche spacciatori, rifornivano i pusher dei campi: tre marocchini in manette

I carabinieri della Compagnia di Fiorenzuola hanno arrestato tre marocchini (due 48enni e un 53enne) tutti residenti a Fiorenzuola. Secondo i militari rifornivano spacciatori che gestivano le piazze di spaccio in Valdarda e nella Bassa

Immagine di repertorio

Sono stati arrestati dai carabinieri di Fiorenzuola, Monticelli e Caorso nella giornata di mercoledì 19 settembre tre marocchini, tutti residenti a Fiorenzuola, accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ad altri “piccoli spacciatori” che rifornivano le piazze di Fiorenzuola, Caorso, Monticelli, Alseno e Lugagnano. Si tratta di due 48enni e di un 53enne. Per i primi due il Tribunale del Riesame di Bologna ha predisposto la custodia cautelare in carcere, mentre il 53enne si trova agli arresti domiciliari. I tre indagati, nonostante una regolare attività lavorativa, arrotondavano lo stipendio, anche all’insaputa dei familiari, rifornendo di stupefacente i locali spacciatori.

Le indagini avevano preso il via tra marzo e agosto 2017, quando i tre connazionali vennero arrestati in flagranza di reato, intenti nell’approvvigionamento di svariati quantitativi di sostanza stupefacente, prevalentemente cocaina e hasscic, successivamente rivenduti ai piccoli pusher che avevano la gestione dello spaccio al dettaglio nelle campagne della Valdarda e della Bassa. I carabinieri in quell'occasione sequestrarono cinque chili di hashish, venti grammi di cocaina, stupefacente che veniva trasportato nascosto in appositi vani ricavati in auto di lusso, come una Mercedes “classe A”, confiscata a seguito dell’arresto del proprietaio.

In seguito alle indagini svolte dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Fiorenzuola, lo scorso febbraio la Procura della Repubblica di Piacenza, aveva proposto l’applicazione di misura cautelare nei confronti dei tre arrestati, poi rigettata dal Giudice per le indagini preliminari. Dopo la sentenza definitiva della Suprema Corte di Cassazione, il Tribunale Distrettuale della Libertà di Bologna aveva riformato l’ordinanza impugnata, emettendo le misure cautelari eseguite mercoledì 19 settembre. A maggio nell’ambito dello stesso procedimento penale e, sempre in esecuzione di misura custodiale in carcere emessa dal Tribunale di Bologna, era stato arrestato anche un 45enne italiano sempre per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, già arrestato in flagranza di reato ad aprile dello scorso anno, per la detenzione di circa dieci grammi di hashish e venti grammi di cocaina.

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