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Ospedale di Fiorenzuola, commissione per la Sanità e piano di trasparenza per coinvolgere cittadini e consiglieri

Nella seduta del consiglio comunale di lunedì 3 ottobre, si è discusso anche del possibile trasferimento a Fiorenzuola dei reparti dell'ospedale di Villanova. Brusamonti: «La politica deve fare delle scelte, non può essere solo un dibattito tra sindaci ma è la Regione che deve metterci la faccia»

Immagine di repertorio

Il tema della sanità e in particolare dell’ospedale di Fiorenzuola è stato al centro dei dibattiti del consiglio comunale riunitosi nei giorni scorsi.

COMMISSIONE SANITA’ - In particolare durante la seduta è stata costituita una commissione di studio sulle Problematiche della Sanità in Valdarda, con particolare riferimento al funzionamento del presidio ospedaliero di Fiorenzuola. La maggioranza ha nominato come componenti Paolo Isola, Luigi Minari, Martina Binelli e Luca Zanlari. Il gruppo consigliare “Sinistra per Fiorenzuola” ha proposto Nicoletta Ferdenzi, mentre per i gruppi “Noi di Fiorenzuola” (Partito Democratico) e “Movimento 5 Stelle” entreranno in commissione rispetivamente Giuseppe Brusamonti e Elena Rossini.

Il consigliere Paolo Savinelli (“Noi di Fiorenzuola”) nel suo intervento ha annunciato di non condividere «la nomina effettuata dal Pd per la commissione» nonostante la sua «disponibilità a farne parte». «Scegliere la linea della continuità – ha proseguito Savinelli - credo sia un errore politico e inaccettabile. Il Partito Democratico sostiene che sia fondamentale ricoprire un ruolo di garanzia. Non ho mai creduto che tutto tornerà come prima e meglio di prima, temo che sia anche peggio. Oggi rimanere tagliati fuori dalla realtà sanitaria provinciale è un rischio reale, dobbiamo lavorare attraverso delle reti». «Castelsangiovanni – ha concluso – sembra più tutelato rispetto a Fiorenzuola. Facciamo in modo di che le coincidenze in politica e in sanità non siano effettivamente mosse ed azioni come qualcuno vuole».

UN PIANO DI TRASPARENZA PER COINVOLGERE I CONSIGLIERI - Prima dell’istituzione della commissione il sindaco Romeo Gandolfi e il vicesindaco Paola Pizzelli, hanno illustrato un piano di trasparenza per coinvolgere il consiglio comunale sulle prospettive della sanità e della salute in Valdarda e sul futuro dell’ospedale di Fiorenzuola, «essendo un simbolo di legame sociale – ha detto Gandolfi - e patrimonio di un’intera comunità».

Il cronoprogramma, oltre alla costituzione della commissione consigliare, prevede innanzitutto lo stretto collegamento dell’Amministrazione Comunale con l’Ufficio di Presidenza della Conferenza Territoriale Sociosanitaria e il riallineamento delle conoscenze da parte dell’Amministrazione sulle prestazioni dei servizi in relazione agli standard in vigore, tramite audizione del Direttore Generale di Ausl, Luca Baldino, nella sede dell’Ufficio di Presidenza della Conferenza di servizi.

«Una volta acquisita la conoscenza deli indirizzi nazionali e regionali e le proposte di Ausl – ha spiegato il sindaco -, è previsto un consiglio comunale aperto ai primi di novembre, finalizzato alla costruzione di una proposta di contenuti per l’ospedale di Fiorenzuola e alla stesura e all’approvazione in consiglio di una mozione circa i contenuti del presidio ospedaliero, da sottoporre all’approvazione della Conferenza dei servizi».

Dopo un focus sulle linee guida regionali per la riorganizzazione ospedaliera, ovvero di portare i posti letto dagli attuali 4.2 per mille abitanti a 3.7, comprensivi di riabilitazione e lugodegenza («Piacenza non vedrà la riduzione di posti letto e Fiorenzuola rimarrà con i suoi 148» ha sottolineato sempre Gandolfi), il primo cittadino ha illustrato i punti fermi da cui l’Amministrazione vuole partire «per un presidio ospedaliero che superi le sfide della competitività interprovinciale e possa cosi durare e consolidarsi nel tempo».

Tra questi, secondo il piano dell’Amministrazione Comunale, occorre avere un ospedale più tecnologico «virtuale, cablato e interconnesso»  e allo stesso tempo più mirato e specializzato, «per trattare pazienti “mirati” inviati da tutto il sistema territoriale». E ancora: «Un ospedale più connesso, ramificato e diffuso che, dalla medicina di base si prolunga all’ospedalizzazione a domicilio, portando il nuovo nosocomio ad essere un luogo di passaggio, per un’offerta temporanea di prestazioni qualificate». Infine l’Amministrazione intende ragionare nell’ottica di un presidio «aperto, accessibile e accogliente tramite accordi operativi e di scambio professionale tra gli ospedali della rete; più flessibile, versatile e adattabile, con specializzazioni intelligenti e in grado di tenersi al passo con l’evoluzione e i cambiamenti».

Il vicesindaco Paola Piazzelli ha puntualizzato che «un ospedale specializzato e inserito in una rete potrà attrarre professionisti e utenti, avendo cosi un’utenza qualificata e una diagnostica potenziata». «L’obiettivo è quello di mettersi alla pari dell’evoluzione tecnologica che consenta di individuare all’istante le patologie dei pazienti e indirizzarli verso le case salute che noi non abbiamo e non è nostra intenzione avere al posto dell’ospedale».

Inoltre Pizzelli ha annunciato che la Conferenza Territoriale Sociosanitaria ha chiesto ad Ausl i costi sia per adeguare il livello dell’ospedale di Villanova sia per il trasferimento dell’unità spinale nel nuovo blocco B di Fiorenzuola. «Villanova ha il 10% di utenti mentre a Montecatone (Imola) viene trattato il 90% di pazienti in fase di riabilitazione. Noi dobbiamo essere più competitivi, altrimenti periamo la nostra identità storica del Distretto e l’opportunità di portare a Fiorenzuola alcuni corsi distaccati di Fisioterapia dell’Università di Parma».

I COMMENTI DEI CONSIGLIERI – Giuseppe Brusamonti (“Noi di Fiorenzuola – Partito Democratico”): «La nostra preoccupazione è che Fiorenzuola diventi un ospedale di comunità. Abbiamo apprezzato la distinzione tra “blocco B” e “casa della salute”, ma bisogna definire per entrambi i servizi che devono contenere. Il trasferimento delle strutture di Villanova non è una questione di costi: la politica deve fare delle scelte. Se vogliamo i centri di formazione dell’Università a Fiorenzuola allora non mi spiego perché l’unità spinale non debba essere trasferita. Un centro sovraregionale a Fiorenzuola come unità riabilitativa è possibile quando si lavora in rete e non può essere solo un dibattito tra sindaci ma è la Regione che deve metterci la faccia. Per potenziare l’ospedale penserei di lavorare anche su un’assistenza pediatrica più continuativa».

Nando Mainardi (“Sinistra per Fiorenzuola”): «A noi preoccupa la situazione in cui ci troviamo. Qualsiasi amministratore si troverebbe in difficoltà nel gestire questa vicenda complessa. Personalmente ho notato un deficit nelle impostazioni da parte dell’Amministrazione nel piano democratico e del coinvolgimento: da giugno ho chiesto un consiglio comunale che trattasse di sanità. Siamo ad ottobre e apprendo dalla stampa che in Conferenza dei servizi si è discusso della riorganizzazione dei posti letto ospedalieri. “Percorso partecipato” significa discutere prima in consiglio e poi recarsi in Conferenza, non il contrario. Pensate che la nostra provincia rimanga incontaminata dai tagli? Quando si dice che i posti letto rimangono invariati non c’è nessun documento che lo attesti, ed è solo una parte di discorso perché bisogna ragionare sui servizi. Ci si  deve scontrare con Ausl e Regione, no andarci a braccetto».

Elena Rossini (“Movimento 5 Stelle”): «Occorre fare in modo che le comunicazioni tra Amministrazioni e Ausl siano chiare. In un documento dei mesi scorsi di Ausl c’era scritto che per la bonifica del terreno del cantiere incontaminato,  325mila euro venivano detratti dalle spese per gli imprevisti dai 10milioni di euro stanziati per la costruzione del blocco B. Al tavolo tecnico dei giorni scorsi ci è stato detto il contrario, ovvero che le spese venivano coperte dall’Azienda Sanitaria Locale. Ora che l’Amministrazione ha in mano da luglio il progetto esecutivo sarebbe il caso di chiedere all’Ausl i servizi che vogliamo all’interno del nostro ospedale».

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