FiorenzuolaToday

Ospedale, Gandolfi: «Questa emergenza mostra che il Piano Ausl è da rivedere»

Sollecitato dall’interrogazione dalla consigliera Elena Rossini, il sindaco ha fatto il punto sull’andamento della realizzazione del blocco B: «Dobbiamo adeguarci al periodo che stiamo vivendo»

Foto di repertorio. Sotto il sindaco Romeo Gandolfi durante il Consiglio comunale in videoconferenza

«Dobbiamo adeguarci al periodo che stiamo vivendo: questa epidemia ci dice che i posti di terapia sub intensiva previsti nel Piano della sanità piacentina non bastano e anche a Fiorenzuola devono essere aumentati quelli di terapia intensiva». Il sindaco Romeo Gandolfi lo ha ammesso l’altra sera in Consiglio comunale: «Il Piano dell’Ausl dopo questa emergenza è da rivedere». Sollecitato dall’interrogazione presentata dalla consigliera pentastellata Elena Rossini, il primo cittadino ha fatto il punto su quello che è l’andamento della realizzazione del blocco B dell’ospedale di Fiorenzuola. Se poco più di un anno fa il presidente della Regione Stefano Bonacini era arrivato in Valdarda per annunciare, oltre ad altri due milioni di euro per la realizzazione delle sale operatorie, la conclusione «a marzo 2020», oggi i lavori sono fermi alla copertura esterna della struttura e alla realizzazione degli interni. «Come mai è andato a rilento il cantiere?», ha chiesto la Rossini. «Il blocco dei cantieri non urgenti, previsto dai decreti, ha coinvolto anche quello dell’ospedale. Poi la complessità della struttura ha visto operare maestranze particolari e si è cercato di ottenere il risultato migliore perché vogliamo un ospedale degno della città di Fiorenzuola, senza le problematiche statiche che ne hanno costretto la demolizione. Io – ha aggiunto – se fossi stato su questa sedia nel 2014 avrei seguito altre strade. Non possiamo ragionare con il senno di poi ma dobbiamo guardare alla situazione attuale». «Il sindaco fece parte di quella maggioranza risicata dei due terzi che nel 2017 approvò il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera piacentina» - ha ricordato all’inizio della sua interrogazione la Consigliera. Le ha risposto il sindaco: «Era risicata di uno o due voti superiori i due terzi, posso dire che non era unanime. Ma bisogna avere una visione provinciale e regionale: Romeo Gandolfi-6questa epidemia ha dimostrato come sa funzionare la sanità regionale. Gli ospedali hanno collaborato tra loro, pazienti che erano a Parma e Piacenza sono stati trasferiti altrove per cercare di tenere sotto controllo la situazione da noi. Sono stati momenti drammatici». Da qui la conclusione di Gandolfi: «Nel Piano Ausl sono previste sale chirurgiche nel blocco A con otto posti letto. Tra due settimane le esigenze potrebbero essere diverse ma guardando ad oggi occorre potenziare le aree di casistica che potrebbe trattare il nostro ospedale e gli otto posti letto in chirurgia potrebbero diventare sedici».

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