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Ospedale: «La Regione si assuma le proprie responsabilità»

Tribi, NCD Fiorenzuola: «Vorremmo avere la certezza dei servizi ospedalieri. I cittadini hanno bisogno di chiarezza e certezza»

Il padiglione B demolito

«Sabato 17, San Fiorenzo, sui giornali è uscito l'annuncio di un nuovo miracolo! L'ospedale che non c'è! Viene spontaneo pensare che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, che prima delle prossime elezioni Amministrative qualche fondamenta e forse qualche muro fosse eretto ne eravamo certi, che ci scomodasse a presentare un prospetto senza che vi sia il progetto di dettaglio speravamo ci fosse risparmiato».

Sono le parole di Romano Tribi, Presidente Circolo NCD Fiorenzuola che spiega: «Oggi siamo ancora qui, per chiedere per l'ennesima volta quali servizi saranno presenti nella nuova struttura. Il nuovo Ospedale sarà nuovo e moderno e questo ci rende felici, ma vorremmo avere la certezza dei servizi ospedalieri. I cittadini hanno bisogno di chiarezza e certezza: già quello esistente, che tutti chiamiamo Ospedale Nuovo, ci era stato presentato come nuovo e moderno fatto salvo poi scoprire che a parte un reparto la gran parte dello spazio era dedicato ad altro».

«Vogliamo credere che non si stia pensando ad un nuovo immobile senza conoscere a quali esigenze il nuovo immobile dovrà rispondere! Se così fosse sarebbe ammettere il pressapochismo che spesso accompagna certi interventi. Ma se così non è allora perché la Regione (vera responsabile dell’organizzazione del servizio sanitario) non viene a spiegare ai cittadini come sarà riorganizzato il servizio? Il Direttore Sanitario si appresta poi a spiegare che sarà l'AUSL insieme agli enti locali a decidere quale Chirurgia e Sale Operatorie saranno presenti nella nuova struttura, come se fosse un dettaglio. Peccato che da questo dettaglio dipendano il dimensionamento del Pronto Soccorso e degli altri reparti».

«Si continua ad affermare – conclude Tribi - che il presidio di Fiorenzuola è e sarà parte integrante della rete sanitaria immagino la rete estesa all' area vasta. Credo sia giunto il momento che la Regione si assuma le sue responsabilità, venga a spiegare con chiarezza e sincerità in cosa si concretizza per il cittadino la riorganizzazione in atto, cosa sta cambiando a livello organizzativo l'erogazione del servizio modo serio, onesto e trasparente se ha il coraggio e la responsabilità delle scelte».

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