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Grande successo per la prima edizione del motoraduno "Le aquile in Val d'Arda"

Nutrita partecipazione di motociclisti domenica 2 settembre, in occasione del primo motoraduno "Le aquile in Val d'Arda". Pranzo a Caselle Caminata e nel pomeriggio intrattenimento con numerosi ospiti

Domenica 2 settembre si è svolta la prima edizione del motoraduno "Le aquile in Val d'Arda". La pioggia della mattinata non ha spaventato i motociclisti che sono arrivati a Fiorenzuola d'Arda per questo evento, importante momento di aggregazione con tante sorprese per gli occhi e per il palato. Non solo, insieme ad una folata d'aria d'altri tempi ha portato anche un pizzico di cultura.

I partecipanti  hanno potuto degustare i vini della Cantina Podere Pavolini di Bacedasco Alto e ascoltare le parole di Graziano Terzoni che ha raccontato dei suoi vini e della passione che lo guida nella sua attività di viticultore.

I motociclisti hanno poi raggiunto il Castello di Vigoleno dove la Bottega-Osteria del Borgo li ha ospitati per una degustazione con i prodotti tipici della Val d'Arda. Rientrati a Caselle Caminata, hanno pranzato gustando i salumi DOP piacentini, accompagnati dalla classica giardiniera.

i primi piatti hanno visto un confronto tra i pisarei e fasò con pomodoro e borlotti e quelli "precolombiani", detti anche pisarei e fasò della Francigena. A seguire il "piatto forte", composto dalle carni miste al forno; in chiusura un gelato alla vaniglia con le pesche.

Salumi e carni - provenienti dal Salumificio La Coppa di Fiorenzuola d'Arda - sono stati molto apprezzati per la loro qualità, anche grazie all'impegno dello chef gentleman Antonio Illari e degli amici che lo hanno aiutato in cucina.

Nel pomeriggio, visto il miglioramento delle condizioni meteorologiche, la festa è continuata con l'arrivo dei figuranti "gli Amici del Conte", che hanno condiviso la loro passione per gli abiti dall'800 fino ai primi del '900 e che in questa occasione hanno vestito costumi in stile "steampunk" ispirati ai primi anni del Novecento.

Lo steampunk è un filone della narrativa fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all'interno di un'ambientazione storica. Un modo per descrivere l'atmosfera steampunk è riassunto nello slogan "come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima".

Sono poi stati ospiti i disegnatori umoristici che sabato 1° settembre erano a Salsomaggiore per la premiazione del terzo concorso internazionale di disegno umoristico. Particolarmente gradita è stata la presenza di Guido De Maria (86 frizzanti anni) umorista, pubblicitario, autore e regista televisivo, nato nel 1932 a Lama Mocogno, sugli appennini modenesi.

Durante gli studi universitari De Maria ha iniziato a dedicarsi al disegno umoristico su settimanali nazionali ed esteri. È poi passato negli anni ‘60 alla regia di Caroselli, tra cui “Salomone, il pirata pacioccone” per Amarena Fabbri ed i “Brutos” e “Franco e Ciccio” per Cera Grey. Nel 1972 ha inventato, con Bonvi, il linguaggio dei fumetti in TV creando il detective Nick Carter, protagonista delle trasmissioni RAI “Gulp!” e “SuperGulp!” di cui, fino al 1981 ha firmato la regia e di cui è stato autore con Giancarlo Governi. Sempre per “SuperGulp!” ha creato Giumbolo, un buffo personaggio fatto a pera, che irrompe in scena, cantando una demenziale canzoncina scritta dal nostro Guido con Franco Godi. Negli anni ’90 De Maria dirige, assieme a Beppe Cottafavi, il settimanale umoristico “Comix” per Franco Cosimo Panini. Con oltre 1200 short realizzati, prosegue l’attività di producer e regista per Diaviva, tra Reggio Emilia e Milano, occupandosi, fra gli altri, dei nanetti della Loacker. Ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il “Premio Nazionale Regia Televisiva”, settore Ragazzi, nel 1978 e il “Premio Tenco” come Operatore Culturale nel 2015.

De Maria è un personaggio eclettico e imprevedibile che anche durante il momento conviviale del MOTORADUNO non ha mancato di regalare sorrisi a tutti i partecipanti. Naturalmente ha molto apprezzato le moto presenti a Caselle Caminata, soffermandosi soprattutto su una Moto Guzzi del 1928, un vero gioiello per chi ama le moto d'epoca.

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