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“Quand nassa un pueta”: presentata la raccolta di Agostino Vincini

Poeta, drammaturgo e artista a tutto tondo, la sua casa ha accolto Giorgio Almirante, Osvaldo Barbieri Bot, Egidio Carella, Fausto Coppi e altri Vip

Cristina Balteri e Enzo Latronico (Foto di "Terre Piacentine")

Presentato a Castell'Arquato il volume "Quand nassa un pueta" di Agostino Vincini detto Rimond a cura di Cristina Balteri e Enzo Latronico, edito da Lir. Si tratta di una raccolta di poesie dialettali scritte da Rimond tra gli anni '50 e '60 del Novecento e di un ritrovato, graffiante e geniale poeta. Un artista talmente attento e lungimirante che anche oggi le sue opere sono tranquillamente riconoscibili nella nostra attuale società, politica e civile. Un dialetto colto (così definito da Luigi Paraboschi) attraverso il quale Vincini si è espresso per oltre 40 anni. Sono intervenuti Gabriella Vincini, figlia del poeta e Andrea Bergonzi che hanno anche letto alcune poesie tratte dal libro.

CENNI BIOGRAFICI DEL POETA - Agostino Vincini (1913-1971) detto “Rimond”, nasce a Lugagnano Val D’Arda, in località La Madonna del Piano. Dopo una prima esperienza negli Scalabriniani dove giovanissimo ha compiuto gli studi approfonditi del latino e delle lettere, della filosofia e teologia a vent’anni lascia il seminario. Dopo pochi anni sposa Giuseppina Vedovelli detta “Rosa”, nata a Boston, in America, da genitori italiani emigrati e rientrati in Italia una volta diventati ricchi. Dal matrimonio nasceranno nove figli, Luigia, Giacomo, Benito, Gabriella, Esmeralda, Raimondo, Ester, Cosetta e Libero, mentre uno il decimo, non vedrà mai la luce, sebbene spesso sia ricordato dal poeta. Animo tormentato, con la passione del buon vino e del gioco che, nonostante le ricchezze proprie e avute in dote, lo porterà alla rovina economica, vive la sua esistenza combattuto fra la vita di paese e l’orgoglio erudito e incompreso dell’uomo di lettere. Dotato di grande ironia, infonde in ogni attività il suo talento di artista istrionico, partecipando attivamente alla vita cittadina di Lugagnano, di Morfasso e della Vernasca, e diventando un riferimento per i suoi compaesani. Vanno a fargli visita nella sua umile dimora Giorgio Almirante, Osvaldo Barbieri Bot, Egidio Carella, Fausto Coppi ed altri personaggi illustri del suo tempo. Partecipa alla trasmissione televisiva di Mike Buongiorno “Lascia o Raddoppia”, a diversi concorsi nei quali si distingue sempre, fra gli altri, in modo particolare vincendo nel 1961, la seconda ed ultima edizione della “Castagna d’oro”, concorso organizzato dalla Proloco di Lugagnano, con la poesia dal titolo “Paroll” dedicata all’amico Egidio Carella prematuramente scomparso l’anno prima e, nel novembre 1971, la medaglia d’oro al Concorso Nazionale di Poesia Dialettale “Valente Faustini”. Si occupa per diversi anni del teatro di Lugagnano, realizza personalmente i carri allegorici e, in più occasioni, approfittando dell’attività di imbianchino, dipinge vere e proprie opere d’arte a cui affida a volte la solenne declamazione di massime latine e altre frasi decisamente meno solenni, ma di vivo e divertito sarcasmo, quale è rimasta la più nota a lui attribuita: “Porta aperta per chi porta, chi non porta parta!”. Purtroppo della sua immensa produzione poetica e di commediografo la maggior parte è andata perduta. Qualche tempo prima di morire, infatti, un suo sedicente amico, approfittando della fiducia che Rimond nutriva nei suoi confronti, promettendogli che avrebbe riordinato e reso pubblicabile quanto prodotto negli anni, si faceva consegnare dalla moglie Rosa tutte le opere, salvo poi tenerle per sé appropriandosene indebitamente, probabilmente anche attribuendosene in parte la paternità e comunque sempre rifiutando di restituirle agli eredi. 

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