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Recluta un uomo per far esplodere il suo bar e incassare l'assicurazione

Il titolare del bar Italia in piazza Roma a Gropparello e un complice nel 2014 avrebbero cercato di far esplodere il locale con due bombole di gas e un fornelletto da campeggio. I vigili del fuoco avevano evitato il peggio. Chiuse le indagini dei carabinieri di Fiorenzuola

Il maggiore Emanuele Leuzzi e il luogotenente Vito Belcuore

Due bombole di gas e un fornelletto per far esplodere il bar a incassare il premio dell'assicurazione. A queste conclusioni sono arrivati i carabineri dell'Aliquota Operativa del Norm di Fiorenzuola e i militari della stazione di Gropparello al termine di lunghe e accurate indagini che hanno portato due uomini a essere accusati di tentato incendio aggravato di un bar: il titolare di allora e un complice. La notte tra il 26 e il 27 agosto 2014 i vigili del fuoco erano intervenuti per una perdita di gas al Bar Italia in piazza Roma a Gropparello. Quando i locali erano stati messi in sicurezza, il sopralluogo aveva da subito evidenziato alcune anomalie: due bombole di gas vicino ai frigo dei gelati e un fornelletto da campeggio davanti al bancone. Sul momento i carabinieri del Nucleo Investigativo di Piacenza e successivamente quelli di Gropparello e Fiorenzuola, avevano pensato ad un atto intimidatorio, oggi, due anni dopo, grazie alle intercettazioni e al lavoro dei militari è uscita la verità. Il titolare 46enne che gestiva il bar allora (oggi il locale non è più suo) A.M., e complice, un sardo di 36 anni pluripregiudicato G.C., «volevano far esplodere il bar per riscuotere il premio dell'assicurazione, circa un milione di euro. Gli affari non andavano bene e proprio i problemi economici avrebbero spinto il 46enne piacentino a mettere in atto il piano, poi fallito». Fa sapere il maggiore Emanuele Leuzzi, comandante della Compagnia di Fiorenzuola. «Quella notte il titolare non avrebbe chiuso la porta di ingresso per permettere al complice di entrare, aprire le bombole e scappare. Quando il 36enne è entrato è scattato l'allarme antitrusione che ha richiamato sul posto le guardie di Ivri che sentendo un fortissimo odore di gas, evavano chiamato subito i vigili del fuoco che avevano hanno scongiurato il peggio: poteva essere una strage», continua. L'ambiente, fanno sapere dall'Arma, era saturo di gas all'80%, ancora pochi minuti e il palazzo sarebbe esploso. Negli appartamenti accanto ai locali del bar stavano dormendo due famiglie. I carabinieri da subito avevano capito che il titolare centrava con quanto successo e dopo averlo interrogato più volte ha ammesso di aver comprato le due bombole per fare una grigliata. Il proprietario del negozio di Lugagnano dove era avvenuto l'acquisto avrebbe detto ai carabinieri che il 46enne lo aveva pregato, se fosse stato mai contattato dai militari, di non dire che insieme alle bombole aveva comprato anche dei guanti in lattice. Il cellulare del 36enne sardo quella notte aveva agganciato la cella di Gropparello. Le intercettazioni e il lungo lavoro dei carabinieri hanno poi fatto il resto e nei giorni scorsi le indagini, coordinate dal pm Ornella Chicca, sono state chiuse.


 

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