FiorenzuolaToday

"Rivisto" il Piano strutturale: «Fornire risposte immediate ed efficaci all’imprenditoria»

Il 15 febbraio il Consiglio comunale di Fiorenzuola dovrà esprimersi sulla variante al Piano strutturale comunale (Psc): «Si vogliono offrire opportunità e supporto alle esigenze delle attività economiche»

Il Municipio di Fiorenzuola

Il 15 febbraio il Consiglio comunale di Fiorenzuola dovrà esprimersi sulla variante al Piano strutturale comunale (Psc). Si tratta di modifiche «parziali che vogliono offrire opportunità e supporto alle esigenze delle attività economiche insediate sul territorio (manifatturiere, artigianali, commerciali, e terziarie)». Il documento, che venne approvato nel 2010, secondo la Giunta «contiene previsioni rimaste largamente inattuate»: «Nel corso dell’ultimo quinquennio si è assistito ad un fortissimo rallentamento dell’attività edilizia generato da una più vasta crisi economica e dal conseguente clima di sfiducia ed inerzia. Questo fenomeno ha coinvolto sia il comparto residenziale che quello manifatturiero e in particolare quello commerciale».

Oggi l’Amministrazione è al giro di boa del mandato e l’intenzione sarebbe quella «di fornire risposte immediate ed efficaci alla società e all’imprenditoria locale», rivedendo il Piano strutturale comunale «pensato e redatto in un contesto economico in forte espansione (nove anni fa nda), in coincidenza con l’inizio del ciclo di forte concentrazione economica che prosegue tuttora». E proprio in questi giorni, in un opuscolo realizzato dalla Giunta comunale, sindaco e assessori cercano di fornire la propria “ricetta” per ridisegnare l’economia fiorenzuolana.

«Il mancato sviluppo non è solo colpa della crisi economica»

Secondo l’Amministrazione «dare la colpa del mancato sviluppo di Fiorenzuola alla crisi economica dell’ultimo decennio è poi semplicemente mancanza di onestà intellettuale». «Le occasioni, commerciali, produttive e logistiche si sono presentate varie volte dalla fine degli anni 90 in poi, da quando cioè l’area della Barbasca è stata classificata, ma niente è mai andato in porto, anche e soprattutto per la diversità di vedute interne alle amministrazioni che si sono trovate a valutare le proposte. Alcune realtà, scoraggiate, si sono rivolte altrove, sempre in provincia, insediandosi con successo».

La prima cosa da fare «è il miglioramento della viabilità al casello autostradale che darebbe respiro ed attrattività dal punto di vista commerciale a tutta l’area» e in particolare «al comparto logistico e produttivo già esistente, ma fortemente penalizzato dal sistema viario attuale, pericoloso e privo di funzionalità». «In Comune non c’è traccia di niente di tutto ciò e non per colpa della crisi, ma perché nessuno si è preoccupato in vent’anni di farlo o quantomeno di provarci», scrivono sindaco e assessori, i quali si starebbero già «rapportando con i privati e con gli enti preposti per convincerli di questa opportunità che comporterà necessariamente investimenti ingenti, non solo da parte del Comune».

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«A Fidenza e a Castel San Giovanni non c’era la crisi?»

Poi paragonano Fiorenzuola a Fidenza («negli stessi anni di crisi è esplosa una vera e propria cittadella commerciale e logistica, portando investimenti con notevoli ricadute positive dal punto di vista occupazionale, sull’economia della città») e alla cittadina situata dall’altra parte della provincia, Castel San Giovanni: «Loro hanno scelto la logistica sfruttando una peculiarità del nostro territorio che ospita il crocevia tra due delle più importanti autostrade italiane, ed è stata una scelta vincente, mentre alcune aziende fiorenzuolane del settore si sono spostate a Cortemaggiore dove hanno trovato condizioni migliori». Concludono dalla Giunta: «Noi siamo partiti da zero due anni e mezzo fa, ma abbiamo le idee molto chiare su ciò che vada fatto alla Barabasca. Se non ci riusciremo sapremo comunque di averci provato e soprattutto non daremo la colpa alla crisi».

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