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Rubano salami e coppe dal salumificio dove lavorano e li rivendono: denunciati

Ogni giorno portavano fuori dal salumificio dove lavoravano nella Bassa parmense coppe e salami per poi rivenderli a un complice che li piazzava sul mercato a prezzi concorrenziali a Castellarquato ma la segnalazione di un cittadino ha messo fine a questo business. Nei guai tre romeni e un italiano

I salumi sequestrati

Ogni giorno portavano fuori dal salumificio dove lavoravano coppe e salami per poi rivenderli a un complice che li piazzava sul mercato a prezzi concorrenziali ma la segnalazione di un cittadino ha messo fine a questo business illegale. Protagonisti della vicenda tre romeni, due 30enni e un 38enne, e un italiano di Salsomaggiore di 54. I tre stranieri lavoravano come dipendenti in un salumificio della Bassa parmense, uno addirittura era il custode dell'azienda, e per arrotondare si erano inventati un lavoro extra: ogni giorno avrebbero rubato alcuni prodotti prima di essere etichettati, e li rivendevano, a 5,50 euro al chilo, ad un quarto uomo, il 54enne, che con un Fiorino li vendeva a bordo strada a prezzi davvero convenienti a Castellarquato. Il 19 ottobre del 2015 un cittadino lo ha visto, ha capito che qualcosa non tornava e ha chiamato i carabinieri. E infatti ci aveva visto giusto: ai militari della stazione del paese il 54enne non ha saputo spiegare da dove venissero i prodotti che aveva nel furgone e non aveva nessun tipo di licenza. Era stato denunciato per ricettazione e la merce era stata sequestrata, si parla di un'ottantina di chili. Le indagini dei carabinieri però erano continuate. Dopo diversi accertamenti sono stati individuati i tre "basisti" e il titolare del salumificio ha riconosciuto i suoi prodotti dalla legatura e da un logo su alcune scatole. A questo punto i tre, messi davanti alle proprie responsabilità sono stati denunciati per furto aggravato. La loro attività extra andava avanti da almeno un anno e sembra che siano riusciti ad asportare dall'azienda almeno 10 quintali di prodotti, privi di etichettatura, per un valore che si aggira intorno ai 15mila euro, ma i militari sospettano che i quattro abbiano rubato molto di più. Non erano mai stati scoperti perché i prodotti, salame Felino, coppa di Parma, fiochetto di culatello e strolghino, sarebbero stati sottratti prima di essere etichettati e contabilizzati. 

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