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Salvini in sostegno di Gandolfi: «I soldi del comune prima ai fiorenzuolani»

Il segretario della Lega Nord a Fiorenzuola per sostenere Romeo Gandolfi, candidato sindaco per il centrodestra: «Occorrono dei sindaci che abbiano la forza affermare le proprie opinioni: in un periodo di crisi economica i pochi soldi che ci sono in comune prima vanno dati ai cittadini fiorenzuolani, l’avanzo al resto del mondo»

Sopra Matteo Salvini mentre arriva su corso Garibaldi a Fiorenzuola. Sotto Salvini e Gandolfi (foto Trespidi)

Matteo Salvini arrivato a Fiorenzuola accolto dalla gente, tra cori e applausi. Il segretario Federale della Lega Nord ha fatto tappa in Valdarda nella giornata di venerdì 27 maggio, per incontrare e portare il suo sostegno al candidato sindaco del centrodestra, Romeo Gandolfi.Salvini ha parlato difronte ai tanti cittadini e simpatizzanti del partito, anche degli altri comuni del Piacentino. Tanti anche i giovani, i vertici locali del Carroccio e degli altri partiti dei centrodestra che appoggiano Gandolfi, e alcuni sindaci della Valdarda, Ivano Rocchetta di Castellarquato e Roberta Battaglia di Caorso.

salvini e gandolfi-2E proprio il candidato, dal palchetto allestito su corso Garibaldi di fronte al point elettorale, ha fatto gli onori di casa: «La soddisfazione di oggi è alle stelle, Salivni è venuto qui da noi perché lui ha il coraggio di dire tutto ciò che noi pensiamo ed è la piena e libera espressione delle nostre ideologie politiche. Noi però, forse, non abbiamo il coraggio di ripeterlo». Poi Salvini che, in circa dieci minuti di discorso, ha spaziato dal lavoro all’agricoltura e all’immigrazione. «La prima cosa che cambierei domani mattina al posto di Renzi, anche senza bacchetta magica, è la legge Fornero: sta bloccando il paese e derubando milioni di italiani dei loro diritti e soprattutto i giovani. Lo stato incasserebbe di più se lasciasse alla gente la possibilità di lavorare». Per quanto riguarda l’agricoltura, il segretario della Lega è convinto che «l’Europa sta massacrando un eccellenza del nostro paese. Vorrei che la nostra gente mangiasse quello che viene coltivato a Piacenza e che non arrivassero i pomodori dal Marocco, il riso dalla Cambogia, il pesce marcio dalla Turchia; bisogna far sì che  i nostri agricoltori e i nostri allevatori siano liberi di svolgere il loro mestiere, invece al governo vedo che gente è pagata da altri per fare interessi di altri». «Ad ottobre voterò no al referendum costituzionale: è un referendum che ci porta ad una Costituzione che ci lascia schiavi per i prossimi 50 anni: agli italiani verrebbe impedito da qui a sempre di votare su qualsiasi proposta che arrivi da Bruxelles. Mentre gli inglesi possono votare per stare o meno in Europa, gli italiani non potranno dire “si” o “no” sulle direttive dell’UE, sulle banche, sulle pensioni, sul lavoro, sui giovani. Quindi gli uomini come me, liberi di decidere ad ottobre voteranno “no”. Solo i servi o i ricchi come Renzi votano si».

«Anche il voto di Fiorenzuola ha la sua importanza. Occorrono dei sindaci che abbiano la forza affermare le proprie opinioni: in un periodo di crisi economica i pochi soldi che ci sono in comune a Fiorenzuola per gli asili nido e per il sociale prima vanno dati ai cittadini fiorenzuolani, l’avanzo al resto del mondo. Un sindaco sostenuto dalla Lega vuol dire che se il Prefetto di Piacenza ti chiama a Ferragosto per inviare dei profughi sul tuo territorio deve dirgli “tienili in Prefettura e dagli da mangiare e da bere, noi abbiamo già dato”. Prima si vince a Fiorenzuola, l’anno prossimo mandiamo a casa Renzi e poi verremo messi alla prova e manterremo questo impegno». Prima di lasciare il capoluogo della Valdarda ha parlato brevemente anche del suo libro, “Secondo Matteo. Follia e coraggio per cambiare il paese”: «Per alcune settimane consecutive, nonostante la televisione lo boicottasse, è stato il libro di saggistica più venduto in tutta Italia. Questo è la testimonianza che le idee circolano. L’ho fatto perché non ho due facce, ne ho una con tanti difetti e tanti limiti. Sono testardo e quello che dico lo voglio fare e non vedo l’ora di cominciare».

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