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Scarsità d'acqua in Valdarda, Gandolfi: «Una situazione ad oggi non apocalittica ma sicuramente grave»

Rispondendo ad un'interrogazione di Nando Mainardi, il sindaco Romeo Gandolfi ha illustrato le azioni concrete che si sono messe in atto o che verranno effettuate nei prossimi giorni in Valdarda

La diga di Mignano. Sotto il sindaco di FIorenzuola Romeo Gandolfi, in una foto di repertorio

Scarsità d’acqua? Una situazione «ad oggi non apocalittica ma sicuramente grave». La definisce così il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi, l’emergenza idrica che nella nostra provincia ha colpito in particolar modo la Valdarda.

romeo gandolfi centrodestra fiorenzuola-2Gandolfi ha fatto il punto rispondendo ad un’interrogazione presentata da Nando Mainardi (Sinistra per Fiorenzuola) nel consiglio Comunale di martedì 25 luglio, nella quale si chiedevano chiarimenti «in merito alla siccità e alle prospettive dal punto di vista idrico relative al nostro territorio».

In un’articolata relazione il sindaco ha dapprima ripercorso le tappe che hanno portato all’ordinanza di limitazione d’acqua 0-24 e al decreto di stato di emergenza emanato dal Presidente della Regione lo scorso 16 giugno, per poi illustrare le azioni concrete che si sono messe in atto o che verranno effettuate nei prossimi giorni in Valdarda.

Partendo dalla diga di Mignano «è stato realizzato un impianto di pompaggio a valle dell’invaso, indispensabile per preservare il volume di acqua disponibile e finalizzato al recupero delle perdite della valvola di fondo della diga» - ha spiegato il primo cittadino. Rimanendo in montagna, a Morfasso sono stati avviati alcuni interventi di ottimizzazione delle opere di presa delle sorgenti che alimentano la rete acquedottistica del comune («Morfasso dipende solo da queste»). A Vernasca si sta lavorando per cercare nuove fonti e per ottimizzare le opere di presa delle sorgenti di “Sette Sorelle”. «Situazione un po’ più critica a Lugagano – ha spiegato ancora Gandolfi -, dove potrebbero arrivare presto le autobotti per rifornire il paese». Ad Alseno e a Carpaneto sono stati installati impianti mobili di potabilizzazione per l’abbattimento dei nitrati, in prossimità dei pozzi che alimentano la rete idrica, «al fine di sopperire la mancanza d’acqua dalla diga, le cui riserve vengono destinate ai comuni collinari».

Venendo a Fiorenzuola, «se prima il comune era servito per 49 litri al secondo da pozzi e da 25 litri al secondo dall’impianto della diga con la miscelazione delle acque che ne garantiva la potabilità, da circa un mese siamo serviti solo da pozzi, attraverso opere di riapertura e ricerca di nuove fonti, che permetteranno altresì di rilanciare acqua a Castellarquato e a Lugagnano». Tra questi nuovi pozzi si pensa di recuperare uno alla Barabasca entro la metà di agosto, finalizzato a ridurre l’apporto di acqua da Mignano. Verrebbe collegato alla rete di distribuzione per garantire circa 9 litri al secondo, in particolare alle utenze della zona, ma anche al resto della città grazie alla sostituzione delle tubazioni sul ponte dell’Arda o nel greto del torrente, per migliorare la funzionalità della rete cittadina.

Tra le altre operazioni sempre da eseguirsi nel comune di Fiorenzuola, «sono previste l’eventuale installazione di un gruppo di rilancio nelle rete cittadina del collegamento tra il pozzo della Barabasca e il campo pozzi di Cortemaggiore, oltre all’allacciamento temporaneo di un pozzo di un privato che si è reso disponibile volontariamente per il bene comune; e l’attivazione del rilancio idrico di via Dieci verso il serbatoio di Cà Galvani, una riserva di duemila metri cubi di acqua strategica in caso di emergenza per i comuni di Fiorenzuola e Alseno».

«I consumi sono scesi di 10 litri al secondo per il rispetto dell’ordinanza» ha concluso il sindaco, che ha colto l’occasione per invitare i cittadini «anche quelli che utilizzano pozzi privati, ad un uso consapevole della risorsa comune, non infinita».

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