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Spaccio, rapina ed estorsione: 26enne clandestino minacciava gli studenti a cui vendeva la marijuana

Fiorenzuola: ragazzi terrorizzati costretti a dargli smartphone e denaro. Denunciato già venti volte e arrestato tre. Preso dai carabinieri di Fiorenzuola

Il pm Fontana, il maggiore Leuzzi e il vicebrigadiere Calestani

Aveva già collezionato in passato ventidue denunce e tre arresti. Da clandestino, però, continuava a spacciare marijuana agli studenti terrorizzandoli se non avessero pagato. A questo ricco curriculum si aggiunge ora un ulteriore arresto - avvenuto sabato 20 maggio vicino alla stazione ferroviaria di Piacenza - con le accuse di spaccio, rapina ed estorsione. Un 26enne del Burkina Faso, irregolare, dopo alcune indagini condotte dai carabinieri di Fiorenzuola, è stato fermato dai carabinieri nei pressi di Borgo Faxhall. Il giovane, che si faceva chiamare "The Last King", si è reso protagonista di un giro di spaccio di droga a Fiorenzuola, e si muoveva anche a Piacenza, Parma e Milano. Davanti al gip Adele Savastano, che ha convalidato l’arresto ma si è riservata di decidere sulla custodia cautelare chiesta dal pm Roberto Fontana, l’immigrato ha detto aver ricevuto gli smartphone dai ragazzi come garanzia.

Decisiva la segnalazione di un docente dell’istituto Mattei di Fiorenzuola: il professore lo scorso febbraio aveva notato il ragazzo africano avvicinarsi alle finestre dell'istituto per farsi consegnare il portafoglio, il cellulare e una sigaretta elettronica da uno studente. Subito i carabinieri della stazione di Fiorenzuola avevano avviato le complesse indagini, rese più difficili dal fatto che il 26enne usava poco il telefono. Con metodi tradizionali e con molta risolutezza i militari, guidati dal vice brigadiere Davide Calestani, hanno svolto le indagini coordinate dal maggiore Emanuele Lezzi, ascoltando diversi studenti e portando alla luce un clima omertoso e di paura, provocato dalle intimidazioni e dagli atteggiamenti dell’immigrato.

Il 26enne - difeso dall'avvocato Carlo Bonino - vendeva dosi di marijuana ad alcuni giovani, che poi venivano intimiditi e costretti a consegnare, se non pagavano per intero, somme sempre più grandi di denaro. Nel mirino dell'arrestato erano finiti in particolare un 15enne e un 17enne, entrambi di origine straniera. Il 15enne, in particolare, era stato affrontato a scuola e strattonato, fino a quando non aveva consegnato denaro e smartphone. Il 17enne, invece, in gennaio aveva dovuto consegnargli il proprio smartphone da 350 euro come pegno per la “maria” non pagata. Al momento dell’arresto,l’uomo aveva con sé dieci grammi di marijuana e una busta schermata per rubare nei negozi ed eludere il sistema antitaccheggio. Marijuana, quella venduta ai giovanissimi, per altro, di pessima qualità: il 26enne la inumidiva con l'ammoniaca prima di venderla ai suoi clienti. Insomma, lo sballo tanto di moda è costato caro a diversi ragazzi, raggirati sul piano commerciale (la marijuana bagnata pesava di più, meno erba e più ammoniaca) e della salute (respirare ammoniaca può provocare tosse, sibili e difficoltà all’apparato respiratorio).

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