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Mercoledì, 18 Maggio 2022
A Fiorenzuola / Fiorenzuola d'Arda

Tentò di ammazzare la moglie con una sciabola, al via il processo con rito abbreviato

Nel maggio del 2021 con una sciabola aveva colpito la moglie con una sciabola così violentemente da romperle la teca cranica. Il 21 febbraio ammesso il rito abbreviato. La donna si è costituita parte civile, l'uomo è alle Novate da quel giorno

Nel maggio del 2021 con una sciabola aveva colpito la moglie con una sciabola così violentemente da romperle la teca cranica e per questo era stato arrestato immediatamente dai carabinieri di Fiorenzuola. La donna, una 30enne indiana, se la cavò miracolosamente e l'ormai ex marito (suo connazionale, è in corso la separazione) è in carcere da allora con le accuse oltre che di tentato omicidio anche di maltrattamenti e lesioni. Il 21 febbraio si è svolta l'udienza davanti al gup Sonia Caravelli durante la quale è stato ammesso il rito con cui sarà processato, ossia l'abbreviato che dà diritto allo sconto di un terzo della pena. Il rito però è condizionato dall'escussione di un teste, il fratello dello straniero circa le accuse di maltrattamenti in famiglia. Secondo l'accusa (pm Antonio Colonna), l'uomo infatti l'avrebbe maltrattata per molto tempo. L'uomo è difeso dagli avvocati Andrea Bazzani e Nicola Caiola, mentre la donna con le due figlie piccole si è costituita parte civile con l'avvocato Monica Magnelli. Tutto era accaduto il 30 maggio 2021 nel primo pomeriggio, quando i carabinieri di Fiorenzuola, avvisati da personale sanitario del 118, erano intervenuti in un’abitazione del centro della cittadina della Valdarda perché vi era stata una violenta aggressione tra due coniugi stranieri. Sul posto i militari avevano trovato sia il marito sia la moglie e le due figlie piccole. L'uomo l'aveva colpita con una sciabola dalla lama molto affilata.  La donna, appena era riuscita a riprendersi, aveva raccontato ai carabinieri che il marito ubriaco al termine di un’accesa discussione per futili motivi inerenti la possibilità di ospitare alcuni parenti e dopo averle chiesto di accudire le figlie piccole l’aveva aggredita. Aveva anche confidato che spesso subiva comportamenti violenti da parte del marito e che nel 2019 era accaduto un analogo episodio, ossia era stata aggredita con la medesima arma. 

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