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Tragedia a Castellarquato, Silva: «Mi contraddiceva sempre e per questo l'ho aggredito»

Si trova al carcere delle Novate su disposizione del pm Matteo Centini, il 62enne Aldo Silva che nella notte tra il 20 e il 21 febbraio ha cercato di uccidere moglie e figlio a colpi di giratubi nella loro abitazione di strada Rico a Castellarquato. E' accusato di duplice tentato omicidio

I rilievi dei carabinieri, Vilma Pighi e il figlio Marco Silva (foto Trespidi)

Si trova al carcere delle Novate su disposizione del pm Matteo Centini, il 62enne Aldo Silva che nella notte tra il 20 e il 21 febbraio ha cercato di uccidere moglie e figlio a colpi di giratubi nella loro abitazione di strada Rico a Castellarquato. E' accusato di duplice tentato omicidio. La donna, Vilma Pighi di 58 anni e Marco Silva di 24 stanno lottando tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore di Parma. Mentre la donna sarebbe meno grave ma comunque ancora in pericolo di vita, il figlio sarebbe nelle condizioni peggiori perché non sarebbe riuscito a difendersi dopo che il padre lo ha colto nel sonno e ha riportato due fratture craniche. Aldo Silva ha anche massacrato di botte il cane Ugo che fortunatamente è vivo anche se gravissimo, poi ha chiuso tutte le finestre e ha aperto il gas nel tentativo estremo di farla finita. A porre fine alla follia, il cognato preoccupato per la sorella che non si era presentata al lavoro. Lui ha chiamato il 118 e i carabinieri verso le 10 e ha soccorso il 62enne in bagno ormai privo di sensi per il gas che stava per saturare l'abitazione. I vigili del fuoco ci Fiorenzuola hanno dovuto mettere in sicurezza gli ambienti. Il comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Corrado Scattaretico, nella mattinata del 22 febbraio si è recato a far visita alla donna e al giovane al Maggiore di Parma. 

Silva, ex cantoniere comunale, è stato portato subito in caserma e interrogato, poi è stato condotto alle Novate. Nel 2015 era stato colpito da un'influenza dovuta forse ad un'infezione che lo ha tenuto in coma per una cinquantina di giorni. Da lì non è stato più lo stesso, era in cura ed era stato sottoposto ad un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Era un cacciatore e dopo il Tso gli erano state ritirate le armi. Silva era seguito settimanalmente e prendeva psicofarmaci perché pensava di essere perseguitato e pedinato, credeva che qualcuno lo volesse avvelenare. Soffriva, fanno sapere dall'Arma, di bipolarismo e si stava curando conducendo una vita all'apparenza tranquilla, fino a quella notte in cui ha deciso di uccidere la sua famiglia e sé stesso: «Dovevo morire anche io». L'uomo avrebbe covato per mesi rancore nei confronti del figlio: «Mi contraddiceva sempre, per questo ho fatto quello che ho fatto», ha dichiarato ai carabinieri. 

«Una persona benvoluta da tutti, faceva il cantoniere comunale ed era molto conosciuto»: il sindaco di Castellarquato Ivano Rocchetta, il parroco don Giuseppe Rigolli e i vicini di casa mai si sarebbero aspettati il gesto di Aldo Silva. «E’ una comunità tranquilla la nostra e quella è una famiglia per bene. Dobbiamo riunirci tutti in preghiera per il povero figlio e la moglie» - ha detto don Rigolli. «E’ stato un nostro dipendente comunale per diversi anni, dopo il pensionamento nel 2015 è stato colpito da una terribile influenza. Da lì non è stato più lo stesso, era in cura ed era stato sottoposto ad un Tso.  Si lamentava - spiega il sindaco -  che gli stavamo addosso e che vigili e carabinieri lo avrebbero seguito più volte, ma non era assolutamente vero». 

«E’ sempre stato molto conosciuto da tutti a Castellarquato, era una persona gioviale, come diciamo noi piacentini una ‘sagoma’ di persona ma buona, che non ha mai fatto del male a nessuno. Penso - ha dichiarato il sindaco - che la vicenda di salute che ha avuto nel 2015 lo abbia segnato irrimediabilmente. In questo momento le parole sono superflue per questa tragedia inaspettata per la nostra comunità. Non si sarebbe ma i pensato che Aldo potesse arrivare a fare una cosa del genere. È un momento solo di dolore, di preghiera e di speranza che Vilma e Marco possano tornare come prima».

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