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Truffa degli escavatori, tre assoluzioni

Altre due persone, invece, sono state condannate mesi fa dopo aver scelto il rito abbreviato. Il finto noleggio di mezzi per l’edilizia, pagato con assegni scoperti, era stato ripreso in diretta dalla trasmissione Le Iene

Tre assoluzioni e due condanne. E’ il bilancio del processo a 5 persone accusate di truffa per aver, secondo la procura, cercato di noleggiare escavatori e piattaforme aeree, pagandoli con assegni scoperti e poi rivenderli al di fuori dell’Italia. E una parte della trattativa era stata anche ripresa dalle Iene, in un’azienda di Alseno, che l’avevano mandata in onda il 5 novembre del 2013. Una scena che aveva ripreso anche l’intervento della polizia che aveva fermato e denunciato le persone, poi processate. Nella mattina del 10 luglio il giudice Fiammetta Modica, pm Antonio Rubino, ha assolto Antonio Pallotta Giuseppe D’Elia e Valerio Pelosi, tutti originari di Foggia. I tre sono stati difesi, rispettivamente, dagli avvocati Angelo Rovegno, Gianni Montani e Paolo Ferroni.

Nel processo, altri due imputati, anch’essi foggiani, avevano scelto il rito abbreviato ed erano stati condannati. Michele Liberti, assistito dall’avvocato piacentino Giovanni Barbieri, era stato condannato a un anno, 8 mesi e 1.600 euro di multa. Danilo Carlucci, difeso dall’avvocato foggiano Francesco De Sanctis, era stato condannato a 8 mesi. Entrambi sono ricorsi in Appello e le difese affermano che ci sono stati problemi con l’identificazione dei loro assistiti, perché le foto non sarebbero state riconosciute da tutti i testimoni. La procura aveva avviato un’inchiesto dopo l’intervento delle Iene ad Alseno, il 16 ottobre 2013. Alcune persone si erano presentate in un’azienda che noleggia attrezzature per l’edilizia che avrebbero voluto noleggiare alcune macchine operanti nel settore delle costruzioni. Il modus operandi consisteva nel presentare documenti falsi e trasferire i mezzi in un falso cantiere per poi farli sparire. Per l’affitto di due pale era stato pattuito il prezzo di 9.800 euro, per un gommone l’importo era di 6mila. Il pagamento sarebbe poi avvenuto con assegni risultati falsi. Il giudice, però, al termine del processo ha assolto tre dei cinque presunti truffatori. I difensori avevano sostenuto che non tutti i testimoni li avevano riconosciuti nelle foto della polizia e che molte testimonianze sono risultate contraddittorie.

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