Camera del Lavoro di Piacenza “cardio protetta” grazie all’autotassazione dei pensionati dello Spi Cgil

Grazie al prezioso contributo del Sindacato pensionati Spi Cgil Piacenza è stato inaugurato un defibrillatore automatico di “Progetto Vita” negli spazi dell’accoglienza del primo piano della Camera del Lavoro in via XXIV Maggio 18

«Dopo il riconoscimento all’associazione Leucemie e al Reparto di Ematologia dell’ospedale di Piacenza in ricordo della compianta Nicoletta Ramoscelli, la Cgil di Piacenza fa un altro “piccolo” gesto per far avanzare “la cultura della ‘salute-bene comune’», spiegano dalla Camera del Lavoro.

Grazie al prezioso contributo del Sindacato pensionati Spi Cgil Piacenza, infatti, nel pomeriggio di giovedì 19 settembre è stato inaugurato un defibrillatore automatico di “Progetto Vita” negli spazi dell’accoglienza del primo piano della Camera del Lavoro di Piacenza, in via XXIV Maggio 18.

Si tratta di uno strumento valido nelle emergenze, come noto, relative agli arresti cardiaci, «e lo riteniamo significativo anche sul piano della prevenzione culturale, rispetto alle malattie cardiovascolari e alla promozione di una vita in salute, in tutte le sue fasi». Al taglio del nastro erano presenti la dottoressa Daniela Aschieri, responsabile di Progetto Vita, Luigino Baldini, segretario Spi Cgil Piacenza, Ivo Bussacchini, segretario organizzativo della Camera del Lavoro locale.

Il defibrillatore, costato circa 1240 euro, è frutto di autotassazione dei pensionati dello Spi che hanno voluto dotare la Camera del Lavoro del presidio sanitario. 

«Il Defibrillatore che abbiamo installato renderà “cardio protetta” una struttura, ossia la Camera del Lavoro di Piacenza, che vede afflussi di pubblico quotidiani nell’ordine delle 400 unità» – spiegano Baldini e Bussacchini. «Inoltre, con l’inaugurazione di oggi, aumenteremo la rete di ‘cardio protezione’ che già vede Piacenza eccellere in Europa per numero di casi andati a buon fine in eventi di arresti cardiaci in luoghi pubblici. Tutto questo è possibile grazie all’impegno, tra gli altri, della dottoressa Daniela Aschieri che ringraziamo fin d’ora sia sul piano professionale dell’impegno, sia su quello della ricaduta sociale di Progetto Vita».

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