Ex manifattura tabacchi, a fine maggio arrivano le ruspe: «Ringiovaniamo il quartiere»

Il sopralluogo dell’assessore Opizzi, in vista della bonifica e demolizione dell’area nel quartiere Infrangibile. Il cantiere per la costruzione partirà in estate. L’ingegner Corso: «I 263 appartamenti in parte in affitto, in parte in vendita. C’è spazio anche per un asilo»

uno dei capannoni che verrà abbattuto

«RINGIOVANIRE IL QUARTIERE DELL’INFRANGIBILE»

Gli appartamenti realizzati saranno 263, l’80% avrà anche un box auto. Le abitazioni vanno dai 50 metri quadrati di un monolocale ad appartamenti di 100-110metri quadrati. La vendita degli alloggi avverrà in due fasi, in modo da vedere una prima risposta del mercato a questa nuova offerta. «Immaginiamo anche un turn over, soprattutto sulle abitazioni di medio taglio – riflette l’ingegner - dedicate maggiormente alle giovani coppie. Anzi, l’idea è proprio di ringiovanire questo quartiere, che ha un’età media abbastanza alta. L’ultimo Ex Manifattura Tabacchi, a breve parte la demolizione - IlPiacenzacapannone alla sinistra – partendo dall’ingresso di via Montebello - verrà abbattuto per ospitare un orto. «Le abitazioni saranno all’altezza delle case del quartiere, partendo però da un livello più basso nel terreno». Due anni di lavori per il primo lotto, poi, in seguito, verrà costruito il secondo lotto».

NO CASE POPOLARI, MA SOCIAL HOUSING

Social housing e alloggi popolari sono due cose diverse? «Il social housing – risponde Corso - è proprio una missione di “Cassa deposito e prestiti”, visto che ha costituito un fondo d’investimento ad hoc. Il social housing serve come risposta alla crisi economica che ha colpito la fascia media della popolazione, che si è impoverita. Stiamo parlando di coloro che hanno un reddito troppo alto per accedere alle case popolari e non ne hanno i requisiti, ma che faticano ad accedere al libero mercato per acquistare un appartamento. Quindi vengono realizzate case per questa fascia grigia: non sono né alloggi popolari, né “caseggiati per immigrati”. L’Infrangibile è un quartiere anziano, c’è la volontà di compensare l’età media e far interagire gli abitanti di questa nuova area».

C’E’ IL RISCHIO CHE RIMANGANO VUOTE?

Si sa, a Piacenza sono migliaia gli appartamenti sfitti o invenduti. C’è il rischio di trovarsi sul groppone molte di queste abitazioni? «Il Ex Manifattura Tabacchi, a breve parte la demolizione - IlPiacenzaprezzo è molto competitivo – risponde sempre l’ingegner Corso - perché interviene in aiuto Cassa Deposito e prestiti: il rendimento del fondo è intorno al 4%, non è speculativo, serve da volano. E le case che verranno costruite sono a due passi dal centro storico, in un quartiere tranquillo e al centro del progetto c’è un parco, per questo pensiamo che ci sarà una buona risposta». Le persone che verranno ad abitare qui firmeranno un patto, una convenzione concordata con i servizi sociali del Comune di Piacenza. L’obiettivo è costruire una comunità. «Non vogliamo vendere singoli appartamenti e basta. Ci saranno aree pubbliche di condivisione, di svago, per creare relazioni tra i nuovi residenti». Qui, a breve, arriveranno le ruspe a smantellare una delle aree abbandonate più note della nostra città.

ex manifattura tabacchi-2

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Commenti (7)

  • il progetto è ottimo come lo era quello del borgo fax.ma qui dopo 30 anni solo la parte del privato è stata realizzata mentre la parte pubblica che il privato doveva realizzare è ancora nel limbo-la stazione autocorriere provvisoria la stanno pagando i piacentini-lode alla sindaca Barbieri che ha mandato in procura alcuni documenti!!!!

  • Spero che a fine lavori, anche se nei tempi previsti, cosa che dubito, gli appartamenti non siano invenduti per eccesso di offerta sul mercato.

    • ti preoccupi perchè sei un costruttore? Per noi consumatori però l'eccesso di offerta può essere un vantaggio, perchè in quel caso i prezzi di solito poi scendono

  • Spero che a fine lavori, anche se nei tempi previsti, cosa che dubito, gli appartamenti non siano invenduti per eccesso di offerta sul mercato.

  • Sperando che il cantiere non si trascini per 10 anni come in altre realtà, dove si fa fatica a trovare poche migliaia di euro per l'ordinaria amministrazione, e l'asilo - pur promesso - per il momento si vede solo con il binocolo.

    • si vedrà magari col binocolo, però sembra che almeno lo spazio sia stato previsto

      • Giorgio, uno spazio è facile da ritagliare, sulla carta. Da lì a realizzarlo, un asilo, ci corre un universo intero. Gli attori dietro al progetto sono gli stessi della Baia del Re e di tante altre realtà della zona, che si caratterizzano per una forma mentis concettuale inchiodata agli anni '60: non vogliono chiamarle "case popolari" anche perché tali non sono, ma trattasi pur sempre di casermoni di 4-5 piani, con un utilizzo dell'edificabilità di tipo "intensivo" piuttosto che "estensivo". E certo, a loro costa meno, a parità di volume, costruire un palazzone invece che due palazzine. E, così facendo, saltano fuori anche tanti bei mq di verde da regalare al Comune. E un lotto per un asilo, si capisce. Sempre che anche la volumetria dell'asilo, in corso d'opera, non sparisca di punto in bianco, traslata da qualche altra parte (magari insieme a qualche metro cubo extra fatto saltar fuori tra le pieghe del PIPERS) e quindi al posto dell'asilo non resti altro che l'ennesimo grande prato verde...

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