«Non ci si improvvisa educatori: finalmente anche l'Italia ha una legge che mette ordine»

Ospite in Cattolica la senatrice Vanna Iori, firmataria della legge approvata alla Camera il 20 dicembre 2017 per il pieno riconoscimento professionale, la regolamentazione e la tutela alla professione di educatore pedagogista e non solo

Legge Iori approvata alla Camera: il 20 dicembre 2017 verrà ricordato come un giorno di svolta per gli educatori. Da quel giorno viene dato pieno riconoscimento professionale, regolamentazione e tutela alla professione di educatore pedagogista e non solo. La senatrice Vanna Iori, firmataria della legge, è stata ospite all’Università Cattolica del professor Daniele Bruzzone della Facoltà di scienze della formazione nell’ambito delle manifestazioni per i vent’anni della Facoltà a Piacenza.

«Ho insegnato qui per anni-  ha esordito la professoressa Iori. «Quello della legge è stato un percorso non facile; non è ancora completata, ma la parte fondamentale è stata approvata all’unanimità. Per la prima volta in Italia- ha chiarito- si mette ordine nella confusione normativa, stabilendo l’obbligatorietà della laurea per esercitare queste professioni: educatori, infatti, non ci si improvvisa ed è al contrario necessaria un’adeguata preparazione e formazione. La laurea non è una garanzia sufficiente; sono necessarie anche passione e intelligenza emotiva; ma sicuramente acquisire le competenze di base per il delicato compito educativo è un requisito indispensabile. Con questa legge si potranno sanare quelle situazioni di precarietà professionale e sociale e ridare dignità culturale e sociale del lavoro educativo: risposte formative che i grandi cambiamenti sociali richiedono».

Con l’approvazione di fatto la professione di educatore professionale pedagogista viene per la prima volta tutelata e identificata e l’obiettivo è non solo riconoscere il ruolo fondamentale degli educatori in ambito sociale, pedagogico e sanitario, ma anche accrescere la qualità delle relazioni e prevenire i casi di maltrattamento e danni alle fasce più deboli della società.

Di fatto la Legge sugli educatori era attesa da molti del laureati nella classe L-19 che, una volta usciti dall’università, si trovavano a confrontarsi con un mondo del lavoro nel quale la figura dell’educatore è spesso occupata da laureati in altre discipline o da non laureati. La legge regolamenta per la prima volta la professione di educatore e pedagogista,come il DdL Lorenzin ha fatto per gli educatori professionali in ambito socio-sanitario.

E’ stata quindi presentata una sintesi di cosa cambia per gli educatori con questa legge che delinea tre profili professionali: 1°Educatore professionale socio-pedagogico. La qualifica di educatore professionale socio-pedagogico è attribuita a chi consegue un diploma di laurea nella classe di laurea L-19 Scienze dell’educazione e della formazione. 2° Educatore professionale socio-sanitario. La qualifica di educatore professionale socio-sanitario è attribuita a chi consegue un diploma di laurea abilitante nella classe di laurea L/SNT/2, Professioni sanitarie della riabilitazione.3°Pedagogista. La qualifica di pedagogista è attribuita a chi consegue un diploma di laurea magistrale abilitante nelle classi di laurea magistrale: LM-50, Programmazione e gestione dei servizi educativi; LM-57, Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua; LM-85, Scienze pedagogiche; LM-93, Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education.

Con l’approvazione definitiva della Legge Iori la novità principale è che per svolgere la professione di educatore, sarà indispensabile essere laureati in una delle classi di laurea sopra indicate. Ovviamente l’entrata in vigore sarà accompagnata da una fase transitoria: non verranno licenziati in tronco gli educatori senza titolo di studio, così come psicologi e assistenti sociali che occupano attualmente questa posizione  lavorativa. La fase transitoria prevederà che gli educatori senza laurea potranno completare la loro formazione attraverso un percorso intensivo, che prevede il superamento di 60 CFU presso Università, anche in modalità telematica. Potranno accedere al percorso per il conseguimento agevolato del titolo coloro che saranno in possesso di uno dei seguenti requisiti:diploma magistrale rilasciato entro il 2002;lavorare come educatore nelle amministrazioni pubbliche a seguito del superamento di un concorso pubblico; aver svolto attività di educatore per non meno di 3 anni anche non continuativi.

«Resta ancora molta strada da fare - ha detto la senatrice Iori - per far riconoscere la figura degli educatori. Tutti si sentono autorizzati ad esserlo; i pedagogisti sono una categoria essenziale, ma ancora poco riconosciuta!».

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