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"Un sonno sano, per una vita sana"

Il 15 marzo è la giornata mondiale del sonno

La dodicesima giornata mondiale del sonno è caratterizzata dallo slogan: "Healthy Sleep, Healthy Aging (un sonno sano, per una vita sana), un buon sonno ristoratore per essere sempre in salute.  Recenti ricerche indicano che il riposo svolge un ruolo essenziale: si riconnettono le sinapsi, cioè le connessioni tra neuroni, si eliminano processi ritenuti non necessari e vengono drenate le sostanze neurotossiche prodotte di giorno.

L'Associazione Scientifica Italiana per la Ricerca e l'Educazione nella Medicina del Sonno, fornisce alcuni dati: il 15% degli italiani soffre di insonnia cronica, il 25% degli incidenti stradali  sono da colpo di sonno, il 47%  dei bambini  dorme meno del necessario, il 18% dei bambini  soffre di disturbi  respiratori nel sonno;  l'iperconnessione  informatica tiene svegli  soprattutto i giovani. Secondo recenti studi, il non dormire a sufficienza può portare alla formazione ed alla accelerazione di alcune malattie, quali: l'Alzheimer, il diabete, l'obesità e le malattie cardiovascolari. Nei lavoratori turnisti costretti a restare svegli durante la notte, aumenta anche il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa.

Il sonno, dal latino somnus, è definito uno stato di riposo, contrapposto alla veglia o una periodica sospensione dello stato di coscienza, durante la quale l'organismo recupera energia. Le conoscenze sul sonno sono state scoperte attraverso particolari esami sul monitoraggio delle onde cerebrali: l'elettroencefalografia, che registra l'attività elettrica del cervello, l'elettrooculografia che registra i movimenti oculari e l'elettromiografia che rileva i movimenti muscolari. Il sonno non è uguale per tutta la sua durata, ma è caratterizzato dalla presenza di  due fasi principali: la fase non - REM - sonno ortodosso, la fase REM - sonno paradosso.

Nel 1953 Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman scoprirono la presenza dei movimenti oculari durante il sonno REM, ritmici e rapidi. In questa fase che si verifica normalmente 4 o 5 volte per notte, si fanno sogni molto intensi.  Durante la notte si verificano diversi cicli del sonno della durata di 90-100 minuti, caratterizzati dal passaggio attraverso vari stadi del sonno e la fase REM.

L’attuale comune nomenclatura adottata dall'American Academy of Sleep Medicine nel 2007, classifica il sonno   su quattro fasi:

Stadio 1 - Addormentamento. Dura da 5-10 minuti ed è caratterizzato da rilassamento dei muscoli corporei e rallentamento del battito cardiaco.

Stadio 2 - Sonno leggero, la frequenza cardiaca continua a rallentare e tutti i muscoli sono rilassati.  Lavora maggiormente il sistema immunitario.

Stadio 3 - Sonno profondo. Movimento degli occhi praticamente assente. Se si è svegliati in questa fase, si potrebbe avvertire un senso di disorientamento e confusione.

Stadio 4 - Sonno profondo effetto. Fase più profonda del sonno ed è quasi impossibile svegliare una persona o svegliarsi.  L'organismo si rigenera, ripristinando le riserve metaboliche.

Nello stadio REM compaiono onde theta, movimenti oculari rapidi e basso tono dei muscoli mentonieri. E' la fase caratteristica in cui avvengono i sogni ed il cervello consuma ossigeno e glucosio. Se ci svegliamo in questa fase, siamo perfettamente orientati, ma le funzioni neurovegetative sono meno controllate ed aumentano la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e possono comparire extrasistoli, aumenta la frequenza respiratoria ed è compromessa anche la termoregolazione. Il sonno REM tende a diminuire con l'avanzare dell'età. E' il nostro orologio biologico situato nell'ipotalamo (diencefalo) che determina l'alternanza dei periodi di sonno e di veglia, con un intervallo regolare e costante all'interno del ritmo circadiano. Durante il sonno, il livello basso di adrenalina e di corticosteroidi (ormoni associati alla condizione di veglia) diminuisce lievemente la temperatura corporea rispetto al valore serale e ci sentiamo stanchi.  Nelle prime ore del mattino, è più difficoltoso rimanere addormentati, poiché i livelli ormonali iniziano a crescere ed aumenta anche la temperatura corporea.  Il ciclo sonno veglia è regolato dalla melatonina, un ormone prodotto dalla epifisi e la quantità di luce che penetra nell'occhio, blocca o stimola la sua produzione. Il corpo ha bisogno di dormire almeno due ore al giorno e l'orologio biologico determina il tempo massimo da dedicare al sonno: 15 ore. Dormire nelle ore pomeridiane può avere un effetto benefico, ma non sostituire il sonno notturno e non dovrebbe durare più di trenta minuti. I neonati dormono circa 16-18 ore al giorno, il loro sonno è equamente distribuito nell'arco delle 24 ore e continua a decrescere durante l'adolescenza, fino a trovare stabilità nell'adulto. L'anziano dorme circa 6-7 ore per notte, ma la qualità del sonno è diversa da quella del giovane, molto più frammentato da momenti di veglia. La classificazione internazionale dei disturbi del sonno ne raggruppa più di 90, tra i quali: insonnia, sindrome delle apnee notturne, ipersonnia, sonnambulismo, sindrome delle gambe senza riposo e bruxismo.

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Spazio di divulgazione medico-scientifica intesa ad approfondire temi generali che riguardano la salute e gli eventi collegati. Si tratta di articoli di natura medica, affrontati però con un taglio divulgativo accessibile ai non esperti, che non possono in alcun modo sostituirsi a valutazioni o a diagnosi mediche.

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Commenti (1)

  • E' logico che vi siano problemi sulle ore di sonno, ma la soluzione non la può dare un medico ma la politica che dovrebbe regolamentare i cosiddetti Media, almeno di notte.

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