Sequestrata e picchiata dall'ex, pena ridotta di un anno in appello

In Appello, la pena gli è stata diminuita di un anno, ma i giudici hanno confermato i reati di sequestro di persona, stalking e lesioni aggravate, oltre al risarcimento di 30mila euro. Era accaduto a Lugagnano il 24 luglio 2017

In Appello, la pena gli è stata diminuita di un anno, ma i giudici hanno confermato i reati di sequestro di persona, stalking e lesioni aggravate, oltre al risarcimento di 30mila euro. E’ la decisione dei giudici della Corte di Appello di Bologna, emessa il 30 novembre, per il processo che vedeva imputato Federico Rossi, condannato in primo grado a 4 anni, alla fine di marzo. In Appello, Rossi è stato difeso dall’avvocato Claudia Pezzoni (Foro di Parma), mentre la ragazza vittima dell’aggressione si era costituita parte civile con l’avvocato Mara Tutone. Il Tribunale di Piacenza aveva riqualificato il reato, facendo cadere l’accusa di tentato omicidio, e condannando Rossi a 4 anni, contro gli otto chiesti dal pm Matteo Centini. Attualmente, il giovane sta scontando la pena agli arresti domiciliari e ha il braccialetto elettronico. La peggio l’aveva avuta una 29enne, con la quale Rossi aveva avuto una relazione, poi degenerata in diversi episodi violenti e culminata il 24 luglio 2017, in piazza a Lugagnano, quando la ragazza si gettò dall’auto per sfuggire alle botte. La ragazza riportò alcuni traumi, ecchimosi ed ematomi e i sanitari del ponto soccorso dell’ospedale di Fiorenzuola la giudicarono guaribile in 20 giorni (dopo aver ricevuto diversi colpi mentre era in auto, la sera del 24 luglio 2017, la ragazza riuscì liberarsi e quando l’auto si fermò in piazza a Lugagnano, lei riuscì a gettarsi fuori). La difesa ha sempre sostenuto che non ci fosse premeditazione e che la ragazza, nonostante fosse molto tempo che i due non si vedevano, aveva accettato di andare all’appuntamento e che molti li avevano visti bere una aperitivo mano nella mano.

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