«Impossibile trasferire impiegati dalla Provincia alla Polizia Municipale»

Il Sulpl risponde all'interveno di Zanelletti (Gente in Movimento)

«Il S.U.L.P.L. – scrive Miriam Palumbo, coordinatore territoriale Piacenza Parma - Sindacato maggiormente rappresentativo della Categoria, ritiene doveroso illuminare il sig. Zanelletti. Probabilmente i suoi intenti sono nobili, ma avulsi dalla realtà; per rendere l’idea, “travasare gli impiegati della Provincia nella Polizia Municipale”, sarebbe l’equivalente di chiedere ad un Avvocato civilista di improvvisarsi penalista! Quando Lei scrive con riferimento ai Colleghi della Municipale che espletano lavoro d’ufficio “ove pare si riscontrino forti impegni legati alla burocrazia” leggiamo sinceramente tra le righe un certo scetticismo, per non dire sarcasmo. Vede, l’attività d’ufficio a cui si dedica una parte dei nostri Colleghi è fondamentale al pari delle altre e richiede professionalità. Ciò che noi abbiamo sempre contestato è stata la scelta del personale; infatti avevamo richiesto una riorganizzazione che andasse nella direzione di mettere in strada personale piuttosto giovane e viceversa negli uffici personale in la con l’età. Gliene spiego anche le motivazioni: 1. In strada sarebbe opportuno comandare personale piuttosto giovane, anche per ridurre il rischio infortuni; 2. Non bisogna dimenticare che il nostro, anche se non è riconosciuto come tale, è un lavoro usurante che porta ad un’ aspettativa di vita più bassa e che già nei primi anni d'attività diminuisce la qualità della salute. Studi scientifici hanno dimostrato che mediamente un Agente di Polizia Municipale vive 8 anni in meno, rispetto ad un qualunque cittadino. Un Agente di 30 anni, che ha fatto almeno due anni di viabilità, ha una lesione polmonare assimilabile ad un sessantenne sano, quindi con un invecchiamento precoce ed un danno biologico. Giusto chiedere di implementare il numero di Agenti in strada, cosa che il Sulpl ha fatto richiedendo anche un giusta revisione dei certificati medici e una implementazione delle assunzioni; sarebbe moralmente ed eticamente corretto che chi non può reggere l’onere di indossare una Divisa, decidesse di chiedere il trasferimento ad altro incarico ed ufficio, se ancora giovane,  poiché effettivamente la Polizia Municipale ha bisogno di personale su strada; ma è anche giusto che quei posti in ufficio vengano riservati ai nostri Colleghi che dopo decenni di onorato servizio in strada, volontariamente fanno richiesta di andare in ufficio. Un’ultima cosa: il “vigile urbano” è scomparso nel lontano 1986! Battute a parte, la nostra Segreteria è sempre disponibile a far conoscere la realtà della Polizia Locale, che è indispensabile per la Sicurezza delle nostre città, ma non necessita di strumentalizzazione alcuna».                                                                                                                           

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