Non è di Filippo Agnelli l'osso trovato in Nure, ma di una donna del 1700

Alluvione del 2015, analisi specialistiche - svolte in un laboratorio americano - hanno dimostrato che il femore rinvenuto appartiene a una donna di 57 anni vissuta nel 1700. A quasi quattro anni di distanza dall’alluvione, il corpo di Filippo Agnelli non è ancora stato rinvenuto

L'auto sulla quale viaggiavano Filippo e Angelo Agnelli

Non è di Filippo Agnelli, scomparso tragicamente durante l’alluvione a Bettola, ma di una donna l’osso femorale ritrovato vicino a Bettola, sul greto del Nure a Recesio. In particolare, il femore apparterrebbe a una donna di 57 anni risalente al 1700. A stabilirlo una perizia di un laboratorio specializzato della Florida, a cui era stato spedito dal Laboratorio di antropologia forense di Milano (Labanof). Con esami al radio carbonio - e tecniche rese ormai note da tanti film e serial tv poliziesche e thriller - i periti americani hanno stabilito il sesso, l’età e l’epoca in cui era vissuta quella donna. La risposta è arrivata al sostituto procuratore Ornella Chicca, la quale aveva dato il via agli accertamenti sull’osso dopo il suo ritrovamento, il 13 gennaio di quest’anno. Tra le 3 e le 4 di notte del 14 settembre 2015 una pioggia record – dalle istituzioni definita anche “cinquecentenaria" - colpì il nostro territorio. A essere devastate furono Valnure, Valtrebbia, Valdaveto e Roncaglia. La prima vittima, fu la guardia giurata Luigi Albertelli, in servizio, travolto dalla massa d’acqua. Alle 5.46 finisce con l’auto in acqua anche Massimo Chiavazzo. Alle 5.47 stessa sorte per Filippo e Luigi Agnelli, padre e figlio. Solo Chiavazzo, lottando con tutte le forze, si salverà. Il corpo di Filippo Agnelli, all’epoca di 67 anni, a quasi quattro anni di distanza, non è stato ancora ritrovato.

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