Nucleare, bidoni corrosi a Caorso: il direttore paga 21mila euro e il processo si chiude

L’indagine era partita nel novembre del 2012, dopo che la procura aveva ricevuto una relazione dell'Ispra (Istituto superiore per l'ambiente) che segnalava la corrosione di alcuni dei bidoni

Uno dei fusti corrosi

Si è concluso con il pagamento di 21mila euro il processo nei confronti del direttore della ex centrale nucleare di Caorso. Sabrina Romani, difesa dall’avvocato Paolo Fiori, era accusata di aver violato il decreto legislativo 230 del 1995, sulla gestione delle centrali nucleari e dei rifiuti radioattivi. Il direttore non avrebbe eseguito alcuni controlli su 3 o 4 bidoni - su 8mila - che sarebbero poi risultati corrosi. I bidoni contengono materiali per il raffreddamento, con una radioattività considerata bassa.

Questa mattina, davanti al giudice Ivan Borasi, pm Giulio Massara, c’è stata la condanna che è, però, stata convertita in una oblazione (e il reato è stato estinto). L’indagine era partita nel novembre del 2012, dopo che la procura aveva ricevuto una relazione dell'Ispra (Istituto superiore per l'ambiente) che segnalava la corrosione di alcuni dei bidoni.

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