Omicidio a Ravenna, la procura: «Maila è una donna pericolosa»

Emergono dettagli inquietanti dalle indagini sull'omicidio di Lido Adriano, dove nella notte tra lunedì e martedì la 51enne Maila Conti ha ucciso il compagno Leonardo Politi con una coltellata

Gli inquirenti, nell'altra immagina il luogo del delitto (Foto Argnani)

Emergono dettagli inquietanti dalle indagini, attualmente in corso, sull'omicidio di Lido Adriano, dove nella notte tra lunedì e martedì la 51enne Maila Conti ha ucciso il compagno Leonardo Politi sferrandogli un colpo di coltello all'interno della piadineria che avevano in gestione. L'uomo, dopo aver ricevuto il fendente al petto, avrebbe tentato di salire in auto - probabilmente per allontanarsi o cercare aiuto - ma, raggiunto dai carabinieri e dal personale del 118, è poi deceduto durante il trasporto in ospedale. Conti e Politi abitavano a Travo e avevano da anni una relazione travagliata. La 51enne originaria del Milanese era stata anche nel corpo della Polizia Locale in Valnure e con il compagno aveva gestito una casa di accoglienza per richiedenti asilo in Valtrebbia.

omicidio-piadineria-2-4 (1)-2La donna a ottobre dello scorso anno era già stata arrestata a Piacenza dopo aver colpito con una testata uno dei poliziotti intervenuti in una festa che la 51enne aveva organizzato nel suo locale in via Dante, per poi minacciare di rivolgersi a Barbara D'Urso per denunciare il caso. La stessa aveva già alle spalle precedenti per rapina, lesioni, guida in stato d'ebbrezza e minaccia a pubblico ufficiale. Ma non solo: oltre a essere già indagata per reati contro la persona commessi con violenza e resistenza a pubblico ufficiale, era stata sottoposta a una misura cautelare per stalking nei confronti dell'ex moglie di Politi. I carabinieri di Rivergaro avevano anche proposto nei suoi confronti la misura di prevenzione dell'avviso orale. «Io vi dò una testata, tanto l'ho già fatto ad una poliziotta e sono già stata arrestata. Io non ho paura delle divise mi fate schifo», aveva urlato ai militari intervenuti per difendere l'ex moglie del compagno.  Un quadro inquietante che, secondo la Procura di Ravenna, rivela una personalità incline a compiere atti di violenza, come è poi effettivamente successo nella tragica notte. Una donna pericolosa, per il procuratore Alessandro Mancini: l'unico fendente con il quale ha ucciso il compagno sarebbe stato sferrato con particolare violenza, tanto da aver provocato la morte quasi immediata dell'uomo. Durante le indagini è emerso un altro macabro particolare: il coltello utilizzato dalla donna per scagliarsi contro l'uomo, infatti, è stato ritrovato lavato e riposto nella cucina del chiosco. Un evidente tentativo, secondo gli inquirenti, di inquinare le prove. Ora la Procura depositerà la richiesta di convalida dell'arresto eseguito in semi-flagranza di reato e per la 51enne verrà richiesta la misura cautelare in carcere: si teme infatti che la donna possa reiterare il reato o inquinare le prove. Sui motivi del gesto sono al vaglio diverse ipotesi, tra le quali motivi di gelosia. Quello tra i due, secondo i primi elementi raccolti, sarebbe stato infatti un rapporto molto litigioso, e la stessa sera dell'omicidio erano stati visti litigare in maniera accesa in un ristorante di Lido Adriano dove avevano cenato. Ora la 51enne verrà ascoltata per cercare di capire le ragioni dell'omicidio.

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