E' arrivata sotto l'albero di natale la sentenza emessa dal Giudice di Pace nei confronti di Umberto Fantigrossi, avvocato e pendolare che, un anno fa, aveva fatto ricorso contro i continui disservizi di Trenitalia. Ora, è arrivato i verdetto: mille euro di risarcimento. La sentenza, ha portata storica e potrebbe davvero spianare un'autostrada di ricorsi nei confronti di Trenitalia, da parte dei pendolari inferociti.
Nelle motivazioni sulla sentenza, il Giudice di Pace Luigi Cutaia, ha decretato che i ritardi continui causano alle vittime un danno di tipo esistenziale. Dal canto suo, l'avvocato-pendolare, aveva calato sul tavolo carte grosse, fra le quali la violazione delle libertà fondamentali, come il diritto al lavoro e alla mobilità. Per ora, il risarcimento. Ma sul tavolo del Giudice ci sono altre 5 pratiche da evadere. I pendolari sono allo stremo, lo dimostrano anche le lettere di protesta, come quella arrivata alla nostra
redazione. | I ritardi continuativi causano alla vittima un danno di tipo esistenziale | |
Il verdetto del Giudice, non ha mancato di attirare i commenti dei politici, impegnati nei preparativi della campagna elettorale per le prossime
elezioni di primavera. Comune, Provincia e Regione hanno sempre parlato, ma in concreto non hanno fatto nulla per tutelare chi è vittima di un servizio carente. É questo il sunto delle parole di Maurizio Parma, Lega Nord.
Dello stesso avviso anche Luigi Francesconi (Forza Italia - Pdl). A mancare, è stata l'incisività della Regione: ha organizzato tavoli, dice il consigliere azzurro, ma all'atto pratico, tutto si è risolto in un nulla di fatto. Secondo i due politici, il settore dei trasporti in virtù della sua delicatezza, è un aspetto che va costantemente monitorato.