Gambizzò un cliente al bar, patteggia 3 anni

L’albanese Bafti ha iniziato a risarcire il giovane marocchino ferito a una gamba ad Alseno la sera di Pasqua del 2017. Condannate la ex fidanzata e sua madre. Altre cinque persone, rinviate a giudizio, hanno scelto il dibattimento e il processo comincerà in luglio

I rilievi dei carabinieri davanti al bar di Alseno. Sotto, gli avvocati Delogu, Corso e Salvagnini

Ha patteggiato tre anni e una multa di 4mila euro e ha cominciato a pagare il risarcimento con una prima rata di 500 euro. Si è conclusa così, per Alket Bafti, 29 anni, l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, Stefania Di Rienzo. L’albanese, difeso dall’avvocato piacentino Wally Salvagnini, tuttora in carcere, è accusato di lesioni gravissime, detenzione abusiva di arma e ricettazione. Il 16 aprile 2017, a Pasqua, sparò a una gamba a un ragazzo marocchino, Ayoub, all’esterno di un bar ad Alseno sulla via Emilia. L’albanese aveva promesso, nella scorsa udienza, che avrebbe risarcito il giovane marocchino (presente in aula con il suo avvocato Marco Sanviti, di Parma). Ayoub si è costituito parte civile contro tutte le persone rinviate a giudizio. Il giudice ha disposto una provvisionale di 15mila euro, Alessandra Delogu-2che dovranno versare la ex fidanzata e sua madre.

Davanti al gip e al pm Matteo Centini, che ha coordinato l’indagine dei carabinieri, sono finiti altri sette albanesi che, secondo l’accusa, avrebbero avuto un ruolo nella fuga e nell’aiutare Bafti (il giovane era scappato all’estero e venne arrestato in Germania un anno dopo).

Salvagnini assiste anche la famiglia composta da Xheka Shiqyri, la moglie Nazmine e suo figlio Bhari. Tutti sono stati rinviati a giudizio per favoreggiamento, detenzione abusiva di arma e ricettazione. L’avvocato aveva chiesto il non luogo a procedere, perché i tre - ospitarono Bafti la sera del fatto il giorno dopo - non erano a conoscenza di cosa fosse avvenuto né che Bafti stesse fuggendo. I tre hanno scelto di difendersi al processo e l’udienza è stata fissata in luglio.

L’avvocato Massimo Corso, invece, ha difeso la coppia di Carpaneto (Fatmir Leka e la moglie Flutura) che è accusata di favoreggiamento. I due avrebbero ospitato e aiutato a fuggire Bafti e nella loro abitazione sarebbe stata nascosta la pistola usata per gambizzare il marocchino. Tutti e due sono stati rinviati a giudizio e anche loro hanno scelto il dibattimento. Secondo l’avvocato, che ha chiesto il non luogo a procedere, gli atti dell’indagini dovevano essere inutilizzabili, perché quando vennero sentiti dai carabinieri erano già indagati e non solo testimoni, motivo per il quale sarebbe stata necessaria la presenza di un legale.

Due, invece, le sentenze di condanna emesse dal giudice Di Rienzo. A 8 mesi sono state condannate, per favoreggiamento, Stamatilda Backa, ex fidanzata di Bafti, e Durata Vahti mamma di Stamatilda. Le donne, che hanno scelto il rito abbreviato, sono state difese Corso e Salvagnini-2dall’avvocato Alessandra Delogu che le assiste con il collega Antonio Nocito (Foro di Savona).

La sera del 16 aprile 2017 il 25enne con la sua ragazza, gambizzò un marocchino al bar Cin Cin di Alseno, poi a bordo di una Golf scapparono a Piacenza, in via Garilli. Prima Bafti si fecero ospitare dalla famiglia Shiqyri, poi andarono a Carpaneto. La donna, in seguito, lo lasciò e andò a Genova dove chiese aiuto in questura, mentre Bafti verosimilmente fu portato a Parma dove prese un treno diretto verso la Riviera Romagnola. Sparì e ricomparve a Durazzo. I carabinieri scoprirono che era in Germania, dove mise a segno diversi e ingenti furti, probabilmente per garantirsi la latitanza. E in Germania stava scontando una condanna a 2 anni e 5 mesi per alcuni furti.

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